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Appello dell'Inca ai Candidati alle Elezioni Europee 2014


Riportiamo di seguito l'appello di Morena Piccinini, presidente dell'Inca Cgil ai candidati delle prossime Elezioni Europee di Domenica.

"Care candidate e cari candidati,
le imminenti elezioni al parlamento europeo ripropongono con forza la necessità di affrontare con determinazione il dramma della precarietà occupazionale e delle ingiustizie sociali che affliggono le vecchie e le nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici in ambito Ue.
Il patronato della Cgil Inca, primo tra i soggetti intermedi che offrono assistenza a milioni di persone ogni anno, vuole cogliere questo importante appuntamento per sottoporre alla attenzione di tutti coloro che si accingono a diventare membri del nuovo parlamento europeo alcune riflessioni che scaturiscono dalla quotidiana attività di assistenza e di tutela individuale a favore di tanti connazionali residenti all’estero, costretti a fare i conti con la difficile situazione economica e sociale, alla quale si aggiungono gli ostacoli normativi sulla libera circolazione delle persone e sul rispetto dei loro diritti di cittadinanza e del lavoro.
La risoluzione del Parlamento europeo adottata a Strasburgo il 14 gennaio scorso per "Una protezione sociale per tutti" è stato un atto molto importante, ma purtroppo ancora disatteso da parte di molti Stati membri. La maggior parte dei sistemi nazionali di welfare non sono in grado, infatti, di garantire i diritti sociali e del lavoro a tutte le categorie di lavoratori.
Consapevole di questa realtà, l’Inca, con la collaborazione della Confederazione europea dei sindacati e con i partner sindacali di 8 paesi Ue, ha condotto un importante progetto di ricerca e formazione, denominato Accessor, sulle nuove forme di lavoro, cosiddette atipiche, le cui conclusioni confermano la drammatica situazione sociale in cui viviamo:
negli ultimi 20 anni il lavoro atipico ha registrato una crescita in tutti i paesi Ue, sia per quanto riguarda il numero di persone occupate, sia per quanto riguarda le tipologie di contratto;

  • il lavoro atipico riguarda maggiormente le donne, i giovani e gli immigrati;
  • i contratti atipici comportano livelli inferiori di sicurezza sul lavoro, stipendi inferiori e irregolari, minore formazione, minori opportunità di carriera, minore tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, minori diritti sindacali;
  • le norme di sicurezza sociale lasciano spesso i lavoratori atipici privi di copertura assicurativa.

Il progetto Accessor di Inca ha anche messo in luce un altro aspetto del problema, quasi sempre ignorato dagli studiosi e dai decisori politici: vale a dire l'asimmetria tra il lavoratori standard e lavoratori atipici, che diventa ancora più pesante ed evidente quando questi ultimi decidono (o meglio sono costretti) di esercitare il loro diritto alla libera circolazione per cercare migliori condizioni di vita e di lavoro in un altro Stato membro. Queste nuove categorie di lavoratori, atipici e mobili, sono discriminati, non una, ma quattro volte:


1. hanno redditi bassi e precari quando lavorano;
2. sono scarsamente coperti dai sistemi di sicurezza sociale quando restano disoccupati;
3. perdono una parte dei loro diritti quando si spostano in un altro Stato Ue;
4. hanno maggiori probabilità di altri di restare prigionieri del contratto atipico anche quando si trasferiscono in un altro paese.
Il rapporto Accessor, fornisce maggiori dettagli. Oltre a definire l'ampiezza e la varietà dei problemi, esso fornisce anche delle raccomandazioni e delle proposte di miglioramento, politiche e giuridiche che si muovono sostanzialmente lungo tre direttrici:


1. rafforzamento della tutela garantita dai regolamenti europei attraverso la definizione di standard minimi comuni;
2. affermazione del principio di parità di trattamento tra lavoratori/trici standard e atipici sotto il profilo della sicurezza sociale;
3. rimozione delle restrizioni dei regolamenti europei che non garantiscono l’accesso alla tutela previdenziale e che scoraggiano, o addirittura impediscono, la libera circolazione delle persone.


Considerate questo contributo come un segnale della nostra disponibilità e della nostra collaborazione affinché queste raccomandazioni diventino oggetto di discussione, di confronto e di proposta politica e si traducano, con il vostro impegno, in atti concreti del prossimo parlamento europeo.

Cordiali saluti e buon lavoro".

Articolo del 22/05/2014

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