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Le Reali Condizioni di Lavoro della Sanità Valdostana


L'Azienda USL della Valle d'Aosta, obbligata ad eccessivi e preoccupanti tagli al proprio bilancio, ha iniziato ad assumere provvedimenti che preoccupano il personale dipendente del comparto della sanità.

In particolare:
 

  1. Di notte sempre più spesso ci potranno essere in servizio operatori OSS (Operatore Socio Sanitario) al posto di infermieri. Avere due infermieri presenti in turno, in presenza di situazione critiche consente di fornire un certo tipo di assistenza sanitaria, avere un operatore OSS che non ha – e non deve avere - le competenze professionali di un infermiere può rappresentare una criticità per il servizio assistenziale sanitario;
  2. Preoccupante e grave è la gestione del personale, in particolare per la figura infermieristica. Tali professionisti vengono spostati con frequenza nelle situazioni lavorative più diverse. L’Azienda ha incominciato ad utilizzare il personale infermieristico come fosse un “jolly”, e quindi non secondo la propria professionalità acquisita nel tempo, ma secondo le necessità poste dall'emergenza senza avere la possibilità di usufruire di adeguati aggiornamenti o formazioni. Facile comprendere che un'équipe che viene obbligata a lavorare in un contesto ambientale non abituale potrebbe più facilmente incorrere nell’errore. Errore che può significare danni al paziente e all’operatore deputato all’assistenza (oltre a spese legali per contenzioso sanitario). Le ricadute degli errori sopracitati possono comportare risarcimenti del danno che spesso sono a carico del professionista sanitario e, quindi, della comunità. Un infermiere di sala operatoria non dovrebbe coprire occasionalmente turni in reparto. Al contrario di quello che sta succedendo oggi, argomentando che nel suo passato qualche turno lo aveva già svolto. Ci dissociamo fortemente da argomentazioni così superficiali;
  3.  Il personale sanitario assente per cause di forza maggiore (ovvero maternità e malattie lunghe) non viene più sostituito, mettendo a repentaglio l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza al paziente. Le deroghe regionali al blocco delle sostituzioni si sono rivelate essere vittima della burocrazia: lente ed inefficaci e non in grado di rispondere tempestivamente alleesigenze di un assistenza sanitaria di qualità;
  4. Il personale riferisce di aver avuto indicazione da parte dei responsabili di dare a ciascun paziente per colazione unicamente solo due fette biscottate;
  5. L’approvvigionamento delle lenzuola è ridotto all’osso. Vengono date indicazioni di cambiare al paziente solo le lenzuola palesemente sporche.
  6. Nel 2013 abbiamo fatto grandi sacrifici e nel corso del 2014 ne stiamo facendo ancora di più. A fronte dei consistenti tagli (20 MLN € solo nel 2014 e 12 MLN preventivati per il 2015) siamo venuti a conoscenza tramite consultazione delle delibere aziendali che ai Direttori dell'AUSL della Valle d'Aosta sono stati liquidati, in conto 2013, delle maggiorazioni di compenso per aver raggiunto (parzialmente) alcuni risultati anche, diciamo noi, con il contributo di TUTTO il personale USL che soffre, viceversa, un blocco dello stipendio da ormai 6 anni. Da un alto si notano risparmi con ricadute sul personale e sul paziente (cucchiaio di plastica, sull'ausilio, sul lenzuolo o sul buono mensa dei dipendenti...) mentre dall'altro si viene a conoscenza che alla Direzione Strategica vengono elargiti migliaia di euro così come sopra detto;
  7. I risparmi che sono stati fatti, per la gran parte sono stati diretti e imposti verso il basso. Le ore di pulizie ridotte, le lenzuola ridotte, il personale operativo all’osso.... Tutto ciò si dimostra con l’aumento degli straordinari e con la diminuzione della possibilità di usufruire delle ferie e dei riposi mensili. Parallelamente, però, il nuovo Atto Aziendale non prevede il taglio di incarichi e di strutture semplici o complesse che sarebbe richiesto in un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo. In periodo di carestia non si dovrebbero aprire nuove voragini;
     

I nostri detrattori ci accusano di non volere lavorare e che non siamo disponibili a fare sacrifici: noi rispondiamo che vogliamo lavorare nel rispetto della nostra professionalità, della nostra dignità, nel rispetto dell'utenza e della sicurezza di tutti. Se si devono fare sacrifici, questi devono essere distribuiti tra TUTTO il personale – dirigente e del comparto – della sanità pubblica valdostana.

FP-CGIL Giancarlo Rosso
UIL-FPL Natale Dodaro
RSU Comparto Sanità

 

 

Articolo del 12/12/2014

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