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Ottimo Risultato per la Manifestazione Contro 'La Buona Scuola'


Un provvedimento che mette in discussione la libertà d'insegnamento dei docenti, una riforma che porterà a trasformare le scuole in aziende, gli insegnanti verranno scelti dal dirigente a svolgere determinate funzioni, valutati dallo stesso con il potere di attribuire riconoscimenti economici, chiamati su progetto con incarichi triennali. Questa la riforma della "Buona Scuola" contro la quale oggi sono scesi in piazza più di 250 insegnanti.

"Siamo molto soddisfatti per la riuscita di una manifestazione realizzata in soli due giorni con le scuole aperte - ha detto Katya Foletto, Segretario Generale della Flc Cgil Valle d'Aosta - questo è il primo atto di una mobilitazione unitaria che arriverà al 5 maggio con lo sciopero generale della scuola".

Gli insegnanti in sintesi chiedono:

  • il rinnovo del contratto
  • la restituzione alle scuole delle risorse economiche sottratte negli ultimi anni
  • le 150.000 assunzioni a tempo indeterminato promesse nel manifesto "La Buona Scuola" e già smentite dal Governo, che le ha ridotte di un terzo.

"La libertà d'insegnamento - sottolineano Cgil, Cisl, Savt e Snals - non può essere messa a mercato e non può essere sottoposta a premialità, le stabilizzazioni devono essere fatte con un decreto urgente ma per le materie relative al rapporto di lavoro (salario, professione, carriera, orario) è necessario riaprire la contrattazione".

Manifestazione che arriva al culmine di una settimana di assemblee sul territorio regionale per illustrare nel dettaglio a cosa porterà la riforma del governo Renzi. Incontri da Verrès a Villeneuve che hanno visto una partecipazione attiva e sentita degli insegnanti valdostani.

Tempo scaduto quindi per la pazienza di una “vera scuola” che è stanca di chiedere invano di essere ascoltata da un governo che invece fa orecchie da mercante, con un'idea di riformismo calato dall'alto che rifiuta di coinvolgere nelle decisioni chi nella scuola opera e vive tutti i giorni: lavoratori, studenti e genitori.

E il 5 maggio, quindi, sciopero generale della scuola per un No alla meritocrazia del preside-sindaco, all'avvilimento della contrattazione, alla rilegificazione in ambito scolastico, alla mancanza di un serio piano di investimenti per formazione, diritto allo studio e a un piano straordinario pluriennale di stabilizzazione dei precari, visto che quello stabilito dal governo lascia fuori tantissimi lavoratori, per non parlare del personale Ata, mai citato nel ddl sulla “buona scuola”. 

Articolo del 18/04/2015

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