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Rimborso Pensioni, Maiorana 'Il Governo Non Può Cavarsela con Queste Insufficienti Elargizioni'


 Il Consiglio dei ministri, nella seduta di lunedì 18 maggio, ha varato un decreto legge per dare una risposta positiva alla sentenza della Corte Costituzionale sul mancato adeguamento dei trattamenti previdenziali e per rimborsare, seppur parzialmente, le pensioni che hanno subito il blocco della rivalutazione introdotto alla fine del 2011 dalla riforma Fornero-Monti.

Il provvedimento, come ha spiegato il Presidente del Consiglio, redistribuisce ad una fascia di pensionati poco più di 2 miliardi di euro. Un rimborso, una tantum, che dovrà essere corrisposto nel prossimo mese di agosto per un valore compreso tra 278 euro e un massimo di 750 euro.

Con questo bonus, non si recupera il totale non corrisposto (blocco Fornero) ma solamente il 30% del dovuto.

I pensionati coinvolti dal rimborso a livello nazionale sono 3,7 milioni, a livello regionale circa 10.000, gli esclusi sono 670.000 e sono coloro che hanno una pensione il cui valore lordo mensile supera i 2.886 euro ( sei volte il trattamento minimo).

Dai rimborsi rimarranno fuori inoltre tutti quei pensionati che al momento del blocco delle pensioni (gennaio 2012) ricevevano un assegno mensile lordo inferiore ai 1.400 euro ( tre volte il trattamento minimo), perché a loro, grazie alla battaglia fatta a suo tempo dai Sindacati dei pensionati, l’indicizzazione è stata riconosciuta e l’importo delle pensioni è stato adeguato salvaguardando in parte il loro potere d’acquisto.

"Lo Spi Cgil - sottolinea il Segretario Regionale Gaetano Maiorana - non ritiene soddisfacente questo provvedimento. Ovviamente siamo soddisfatti per la parte che verrà restituita, specie in un momento di ristrettezze economiche come quello che stiamo attraversando, ma non bisogna dimenticare che dalle tasche dei pensionati sono stati prelevati, in quattro anni oltre 16 miliardi di euro, mentre alle grandi rendite non è stato chiesto nulla".

"Il governo non può cavarsela con queste insufficienti elargizioni - continua il Segretario - noi insistiamo per avere un confronto di merito per affrontare tutte le problematiche che riguardano la previdenza. Come sempre gli anziani sono chiamati a contribuire per risanare il bilancio del nostro Paese e per rimediare alle scelte irresponsabile del potere politico. I pensionati sono responsabili e amano il proprio Paese ma hanno subito un’ingiustizia che deve essere sanata".

Lo Spi invita a non far diventare la sentenza della Corte Costituzionale un'occasione di scontro, una scusa per scatenare altre guerre tra le nuove generazioni e i pensionati.

"I veri problemi sono altri - conclude Maiorana - il Lavoro, la difesa del reddito dei pensionati (il 36% hanno un reddito mensile lordo inferiore a 1.000 euro), il diritto dei giovani ad avere un futuro lavorativo che consenta loro di avere una pensione adeguata, il diritto delle donne ad avere una pensione che rispetti la loro dignità".

Scarica allegato: Tabella Pensioni Valle d'Aosta

Articolo del 23/05/2015

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