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Vilma Gaillard Confermata alla Guida della Slc


Si è svolto ieri, alla presenza del Segretario Nazionale dell'Area Postale Cinzia Maiolini, il 5° Congresso della Slc che ha visto la riconferma del Segretario Generale Vilma Gaillard.

La categoria della Slc negli ultimi periodi è stata impegnata su temi di stretta attualità come il Casinò e le Poste che sono fortemente toccati dalla situazione congiunturale economica negativa e per il Casinò anche da investimenti che si sono rivelati troppo onerosi nel tempo.

"Il triennio 2010-2013 ha visto l'accentuarsi di una crisi senza precedenti - ha detto il Segretario Generale Vilma Gaillard aprendo la sua relazione - e nella nostra regione lo appuriamo ogni giorno, si ripercuote negativamente sull'occupazione, sulle condizioni di lavoro e in un deterioramento delle condizioni sociali".

Dopo aver evidenziato le conseguenze generali che la crisi ha portato in Valle d'Aosta, dalla contrazione dei consumi, all'aumento delle ore di cassa integrazione, dal tasso di disoccupazione alla perdita del reddito famigliare, il Segretario della Slc ha esposto la situazione dei lavoratori della categoria partendo dal settore grafico.

" Questo settore ha visto una forte contrazione della domanda, dovuta anche alla diminuzione della committenza pubblica che lo ha messo in ginocchio. E' accresciuto il ricorso agli ammortizzatori in deroga che per queste aziende sopperisce temporaneamente alla ulteriore contrazione di personale. Rimane molto alta la preoccupazione per un comparto industriale troppo fragile e ancora troppo dipendente dagli appalti pubblici o da commesse acquisite dai grandi gruppi nazionali ed internazionali e che deve sopportare costi aggiuntivi per la carenza di infrastrutture efficienti, a partire dalla rete del trasporto".

Altri lavoratori che la Slc segue, sono quelli del Casinò de la Vallée che da mesi vede impegnato il sindacato in un difficile e serrato confronto. Dopo firme di vari accordi, l'ultimo risalente al 5 dicembre scorso, a fronte di una situazione economica in continua perdita "il 28 gennaio scorso l'azienda ci ha prospettato , con un'interpretazione fortemente restrittiva dell'Accordo Quadro di ottobre, una proposta consistente in un recupero tutto sul costo del lavoro per un totale di 11,7 milioni di euro su base annua, intervenendo sulle retribuzioni dirette e indirette, fisse e variabili. Dopo una nostra risposta immediata e unitaria con la proclamazione dello stato di sciopero per il 30 e 31 gennaio,l'azienda ha ritirato il documento. Purtroppo ad oggi la preoccupazione resta, visto che ci troviamo a discutere con un'azienda che ha seri problemi di liquidità che deve fronteggiare 10 milioni di spese ordinarie per le quali si è fatto ricorso a prestiti a breve termine e che ha bisogno di una firma su un accordo che dia garanzia di rientro, e il sistema più semplice è con i tagli sui lavoratori".

Tanti ancora i temi toccati dalla Telecom, alla Rai per arrivare alle Poste dove "anche per questa azienda abbiamo aperto un conflitto di lavoro - sottolinea il Segretario della Slc - per la grave situazione in cui versa il servizio postale, sia per gli uffici che per il recapito. La causa principale è la carenza del personale divenuta, dopo gli esodi del 2013 insostenibile. Abbiamo proclamato lo sciopero dello straordinario e stiamo ora coinvolgendo anche le istituzioni. Urge, e mi rivolgo anche alla Segreteria Nazionale, un focus sulla Valle d'Aosta che obblighi l'azienda a soluzioni non solo tampone ma di prospettiva".

"L'Slc - conclude Vilma Gaillard - rappresenta una realtà composita e complessa, un sindacato di settore dove vivono realtà diverse, pubbliche, ex pubbliche, private e regionali.Una pluralità di soggetti a cui dobbiamo cercare di dare risposte sempre più adeguate sul nostro territorio e che necessita di una organizzazione coesa che sappia coniugare e trasformare in valore aggiunto la specificità e peculiarità dei diversi settori".

Al congresso erano presenti, oltre al Segretario Regionale della Cgil Domenico Falcomatà, anche Aurelio Cretier della Uil Poste, Gino Madricasi della Uilcom Piemonte, Enzo Berthod e Giorgio Piacentini per la Cisl.

"Rivedo molti volti con cui ho fatto molte battaglie da delegato delle Poste - ha detto il Segretario regionale Domenico Falcomatà - stiamo vivendo una fase particolarmente difficile, la Valle d'Aosta non ha mai vissuto una condizione come quella attuale. Negli anni passati il bilancio della Regione superava il miliardo e settecento milioni di euro, quest'anno abbiamo avuto una contrazione di seicento milioni con spese correnti che superano il 90%, questo vuol dire poche disponibilità per investire e tanto da tagliare. Queste risorse, oltre che per la crisi, vengono meno per un'incapacità dell'amministrazione nella loro gestione e nel trattare con il governo centrale.Ci siamo allontanati in maniera pesante da province come Bolzano e Trento che nel tempo hanno saputo gestire con efficacia il denaro pubblico e oggi riescono ad affrontare la crisi con investimenti sul territorio. Quando la Valle d'Aosta aveva le risorse le ha sprecate, alimentando un sistema clientelare ed investendo in grandi opere oggi inutili. E poi si comincia a tagliare, dal welfare al lavoro,con il risultato che industrie di qualità lasciano la Valle per trasferirsi altrove.Dobbiamo essere consapevoli che i settori che rappresenta la Slc sono molto esposti, in una perenne riorganizzazione per il taglio dei costi".

Hanno preso la parola per portare i saluti di categoria Sara desandré dell'Inca e i Segretari Generali Mauro Filingeri per la Filctem, Antonio Fuggetta della Filt, Gaetano Maiorana per lo Spi e Katya Foletto dell'Flc.

Durante il dibattino sono intervenuti il delegato per il Casinò Corrado Ghinelli che ha sottolineato come la situazione della casa da gioco sia veramente critica e che "saremmo tutti disposti a tagliarci qualcosa dagli stipendi, ma lo sforzo ne deve valere la pena per il rilancio dell'azienda. Ringrazio Vilma per il lavoro fatto in questi anni e le lotte sostenute, di lei ho apprezzato la professionalità con cui ha affrontato le varie problematiche inerenti i lavoratori del Casinò. Ci tengo anche a ringraziare Domenico Falcomatà, che tra tutti i Segretari Regionali è stao l'unico a dare risposte serie e decise alla dirigenza. Dobbiamo tenere il fronte sindacale unito per le sfide che ci troveremo ad affrontare, anche a breve e comunicare il più possibile tra i lavoratori della struttura. Ringrazio anche la Cgil, che per me è diventata una famiglia".

Per la Telecom è intervenuto Paolo Leonardelli evidenziando la precarietà dell'azienda nella quale lavora "come lavoratori della Telecom non vediamo un futuro sicuro. Negli anni abbiamo visto la nostra azienda svenduta e rivenduta senza che si riuscisse a migliorarne la condizione. In Valle d'Aosta siamo una sessantina di lavoratori, su 50.000 totali, e negli ultimi anni abbiamo operato sempre di più fuori valle, in piemonte e soprattutto nel canavese. La situazione è preoccupante anche perchè quello che traspare è che a Telecom interessa soltanto il mero profitto". 

Ha chiuso il Congresso Regionale, il Segretario Cinzia Maiolini che ha sottolineato come " i problemi che stiamo vivendo sono trasversali, lo stato di crisi è generale e ha equiparato le sorti di tutti i lavoratori.Il filo conduttore è che l'Italia ha sposato in pieno una politica liberista facendo così abdicare lo Stato dal ruolo che gli compete. Là dove nei paesi vicini si è scelto di intervenire aiutando le aziende, come ha fatto la Francia per la Peugeot, il nostro paese applica in maniera pedissequa le decisioni europee. Stiamo vedendo una vera e propia finanziarizzazione delle aziende. Il nostro settore patisce in maniera pesante l'insussistenza e la debolezza delle scelte politiche. Manca l'interlocutore politico con una visione seria e concreta su come affrontare i problemi e il rilancio delle politiche di sviluppo.
Va ricreata l'idea di solidarietà di classe e solo un sindacato come la Cgil è in grado di farlo, noi incontriamo tutti i giorni i lavoratori, cerchiamo di risolvere i loro problemi ed andare incontro alle loro difficoltà. Non esistono più i grandi partiti, ma solo partiti liquidi che non riescono più a rappresentare la realtà del paese e soprattutto a dare vere risposte alle necessità delle persone. Noi abbiamo l'orgoglio di essere Italiani, di avere un grande paese, ce lo siamo costruiti noi e così lo vogliamo mantenere
".

Giovanni Pellizzeri




Articolo del 06/03/2014

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