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'Acqua, Ferro, Carbone' - Un Viaggio nella Storia Industriale Valdostana


 "L'8 gennaio del 1934 sono entrato in Cogne. Ero fattorino in diversi reparti, poi sono passato in officina meccanica come allievo tornitore. All'epoca c'era una differenza viscerale tra la classe operaia e la classe impiegatizia. Gli impiegati avevano dei privilegi che noi non avevamo: non erano perquisiti, non timbravano, avevano un'entrata privilegiata nello stabilimento, mentre noi avevamo una portineria" comincia con queste parole di Giuseppe Bennanni il libro intervista dello Spi Cgil della Valle d'Aosta, curato da Alessandro Bortot e Stefano Viaggio, "Acqua Ferro Carbone - Ricordi di Operai in Valle d'Aosta".

Giuseppe è la prima di ventiquattro interviste che raccontano la storia di un lavoro che oramai non esiste più, che ci proiettano in una realtà industriale della nostra regione che è scomparsa. Un viaggio affascinante che per molti giovani di oggi è totalmente sconosciuto e che aiuta a capire l'evoluzione del mondo del lavoro in Italia, dalle lotte alle sofferenze, alle gioie delle piccole e delle grandi conquiste.

Come sottolinea Stefano Viaggio "La storia della Valle d'Aosta del XX° secolo è stata contrassegnata da un profondo mutamento che abbiamo voluto ricordare intervistando operaie, operai e sindacalisti" un mutamento che ha visto la chiusura di molte fabbriche come l'ILSSA Viola, la Guienzio e Rossi, Morgexcarbo, la Brambilla di Verrès...

I racconti contenuti nel volume  si svolgono in un arco di tempo che è stato denso di eventi e trasformazioni importanti, in un economia dove agricoltura e allevamento costituivano da sempre gli elementi forti, agli inizi del novecento furono gettate le basi strutturali per lo sviluppo turistico, e,  con l'interessamento dell'Ansaldo, per lo sviluppo industriale. Mutamenti che costituirono le premesse per un profondo rinnovamento della società locale, nella quale la Camera del Lavoro prima e la Cgil poi ebbe un ruolo di primo piano. Un ruolo che accrebbe ancora di più nel secondo dopoguerra con la crisi industriale degli anni '60 che portò significativi riflessi sulla lotta e la rappresentanza sindacale.

“Il valore della memoria consiste nel ritrovare oggi le ragioni della difesa della libertà o della lotta per l'egualianza e la ricerca della solidarietà. Se non ne rimotivo i valori, la spreco, la sciupo, la trasformo in un oggetto e non in un processo” queste erano parole di Vittorio Foa, ed è proprio questo valore che lo Spi cgil della Valle d'Aosta con questa pubblicazione ha voluto trasmettere, una memoria reale di lotte per il raggiungimento di salari dignitosi, di un posto di lavoro dove essere rispettati, battaglie che hanno costruito il sindacato in Italia e in Valle d'Aosta, storie di vita vissuta che hanno permesso a molti di vivere il proprio lavoro in modo umano.

"Questo libro intervista - scrive il segretario generale dello Spi Cgil Carla Cantone nella Prefazione - accende abilmente i riflettori su uno spaccato del nostro Paese agliinizi del secolo scorso: le lotte sindacali, i primi scioperi, il valore e l'autorevolezza delle commissioni interne nelle fabbriche e le tante rivendicazioni che negli anni del dopoguerra avevano un sapore e un valore straordinari perchè frutto di battaglie anche molto dure, per la difesa del posto di lavoro, per la chiusura o la riconversione delle stesse fabbriche. Dalle testimonianze delle compagne e dei compagni emerge proprio questo: la forte volontà che attraversa i lavoratori, gli operai, i cittadini di uscire dalla devastazione materiale e psicologica del fascismo".

Guardando all'oggi, quell'epoca di grande industrializzazione, di forte occupazione, di grandi trasformazioni è passata. Oggi affrontiamo lotte diverse, non più per il diritto ad un orario di lavoro non massacrante, non più per il rispetto della dignità sul posto di lavoro, oggi la battaglia si è spostata sul diritto al lavoro.

La lotta che il sindacato sta perseguendo è per l'affermazione di diritti universali di tutti coloro che lavorano indipendentemente dal contratto. Il problema vero, oggi, è la creazione di posti di lavoro reali capaci di dare stabilità alle famiglie e ad un giovane di crearne una sua. È una vera legge universale che riconosca a tutti gli stessi diritti che la Cgil chiede da tempo e le tante battaglie che hanno vissuto i 24 protagonisti del libro rischiano di essere cancellate da un economia sempre più aggressiva.

Bisogna realmente guardare al domani, non è più tempo di scelte che rispondono ad esigenze immediate, è tempo di scelte che costruiscano una nuova speranza per le generazioni del futuro, che garantiscano quel diritto al lavoro che è sempre stato il pilastro fondamentale della nostra costituzione.

“Partendo dagli insegnamenti che noi ricaviamo da tutta la storia del movimento sindacale, noi non ci limitiamo ad esprimere la nostra fierezza per il contributo validissimo portato dal popolo lavoratore al progresso generale del Paese. Noi vogliamo utilizzare l'esperienza che deriva da questo movimento per fare di nuovi e più grandi passi avanti”  - Giuseppe Di Vittorio 

g.p.

 

 




Articolo del 19/06/2015

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