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Coronavirus, microcomunità in Valle d'Aosta: 'Agire in fretta, prima che sia troppo tardi!'


"È ora di dire basta ad una politica che non guarda alla realtà dei fatti ma è semplicemente avvitata su se stessa. Le peggiori logiche partitiche, la sterile litigiosità continuano ad essere il metodo di gestione della cosa pubblica. Se in una condizione normale ciò poteva restare nell’alveo del dibattito politico, dopo l’esplosione della pandemia del Coronavirus questo è ancora più inaccettabile. La situazione dei contagi, che si sta espandendo con una velocità preoccupante in tutta la Valle d’Aosta, quella dei ricoverati e dei morti per Covid19, impone un senso di grande responsabilità istituzionale". A parlare è il segretario generale dello Spi Valle d'Aosta Domenico Falcomatà, che spiega: "Le strutture sanitarie sono in fortissima difficoltà. Mancano farmaci essenziali per i pazienti della terapia intensiva. I dispositivi di protezione del personale sanitario sono stati e sono tuttora insufficienti. Medici, infermieri e tutti i lavoratori, che fanno funzionare il nostro sistema sanitario, corrono un grave rischio di contagio. La Valle d’Aosta ha un numero di contagiati percentualmente superiore alla Lombardia. Ci sarà tempo per indagare sul perché di questa condizione inedita e grave. Le istituzioni regionali hanno prima minimizzato il rischio e poi fatto finta di non vedere la reale situazione di gravità, ignorando gli appelli a fare presto provenienti da più parti. Il risultato di tutto questo è una situazione di una gravità impensabile, al punto che è stato allestito un ospedale da campo ad Aosta".

Microcomunità, non è più il tempo di tentennamenti da parte della politica regionale

"Ciò che accade in questi giorni nelle microcomunità di Pontey e Verrès è frutto in buona parte dei ritardi e delle carenze della macchina amministrativa. Occorre rapidità di azione e invece regna il silenzio”. Lancia l'allarme lo Spi Cgil Valle d'Aosta, dopo le notizie dei 30 contagiati nella microcomunità di Pontey (il comune è stato dichiarato dopo qualche giorno zona rossa, nda), alcuni casi ad Aosta e oltre la metà degli anziani nella struttura di Verrès: “Ciò che sta accadendo nella nostra regione riflette la situazione nazionale. Gli anziani sono più fragili, sono i nostri affetti, sono i nostri genitori, i nostri nonni, la nostra memoria. Sono la generazione che ha contribuito a ricostruire questo Paese dopo la guerra, che ha lottato per i diritti e per un’Italia migliore. Abbiamo il dovere, oltre che l’obbligo di non abbandonarli; isolati dai familiari, a cui non è consentito l’accesso, depressi dalla solitudine di non poter vedere o sentire un proprio caro e ora anche contagiati dal virus. Non pensiamo e non vogliamo neppure immaginare che siano condannati a morire solo perché anziani e considerati pazienti di serie B".

La storia dovrebbe insegnarci qualcosa

Rimarca il segretario generale Spi Valle d'Aosta Domenico Falcomatà: “Come sindacato dei pensionati Cgil a livello nazionale denunciamo da tempo in modo chiaro che le case di riposo sono bombe ad orologeria ed è stato proprio il nostro sindacato a lanciare l'allarme dei 500 mila anziani a rischio”. Falcomatà dà l'affondo alla politica regionale: “Basta con le indecisioni e i tentennamenti. Servono misure ad hoc che tutelino i nostri anziani, e anche gli operatori socio sanitari che lavorano nelle strutture di ricovero. Serve una politica, che con concretezza si dedichi alle problematiche della nostra comunità. Sono necessarie efficaci misure di sostegno e di protezione. Come si può pensare di arginare l’epidemia se i dispositivi di protezione, anche nelle microcomunità sono inadeguati e insufficienti, se non si dispone di ciò che serve per curare, se dobbiamo affidarci a strutture fuori Valle per l’analisi dei tamponi? Forse è proprio il caso di dire che all’insipienza occorre rispondere con la competenza, con decisioni chiare e concrete.Tutto per il bene dei cittadini valdostani. Se il consiglio regionale, il presidente della giunta e chi ha la delega alla sanità non sono in grado di affrontare i gravi problemi sanitari della nostra comunità, si trovino con urgenza altre figure, esterne alla politica, con comprovate esperienze e competenze scientifiche che guidino, supportino e siano attente alle esigenze del nostro sistema sanitario e della pandemia in atto. Prima che sia troppo tardi!".

Articolo del 26/03/2020

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