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Crisi Manital: 'Stipendi in ritardo anche fino a trenta giorni'


La crisi della Manital ha delle ripercussioni anche in Valle d'Aosta, visto che riguarda anche le pulizie che vengono effettuate a Palazzo di Giustizia e nelle sedi Inail, Inps e Trenitalia. Gli operatori si presentano, ma non dispongono di tutti i materiali per le pulizie, di cui la loro ditta si è aggiudicata l'appalto. Le ditte incaricate in Valle dei servizi di pulizia del Palazzo di giusticia di via Ollietti, così come delle sedi Inail e Inps, sono varie le consorziate della Manital di Ivrea. Quest'ultima si è aggiudicata gli appalti tramite Consip, per enti e amministrazioni pubbliche sparse in tutto il territorio nazionale. Una committenza ampia, che fa supporre proventi non indifferenti.

Eppure le lamentele dei lavoratori del gruppo sui pagamenti in ritardo degli stipendi si susseguono da diversi mesi a questa parte. "In Valle d’Aosta, – spiega Isabelle Buillet ( Filcams-Cgil) parlando dei diciassette operatori seguiti dalla sua sigla (in tutto, nella regione, sono una settantina) – i ritardi nelle erogazioni sono arrivati sino a trenta giorni e mancano all’appello le mensilità da giugno e la quattordicesima. La situazione è tale da mettere in ginocchio intere famiglie, anche perché già si tratta di dipendenti “in sofferenza economica, visto il part-time”. Un incontro tra Cgil, Cisl e Uil e azienda si è tenuto lo scorso 8 luglio al Ministero dello sviluppo economico, ma si è concluso senza produrre soluzioni e condizioni utili a risolvere le gravissime problematiche reiteratamente denunciate dai sindacati. “Lo stesso Mise, – aggiungono le organizzazioni dei lavoratori – nella riunione, non è stato in grado di individuare in tempi brevi e certi l’avvio di un tavolo di confronto tra tutti gli autori della vertenza”. Inoltre, i “comportamenti assunti dal Consorzio hanno reso non più credibile un normale confronto tra le parti”. Così i sindacati hanno proclamato lo scorso 26 luglio una giornata di sciopero nazionale dei dipendenti del consorzio e delle consorziate. In Valle, oltre a quelli già menzionati, la crisi interessa pure i lavoratori del gruppo impiegati nelle pulizie degli stabili di Trenitalia. A quanto si apprende, addirittura, in questo caso, la società ferroviaria, visto il ritardo, sarebbe “intervenuta ‘anticipando’ le spettanze”, come spiega Cristina Marchiaro della Filt-Cgil, ribadendo: "che, pur senza le forniture di materiali adeguati, i lavoratori mantengono fede al loro accordo contrattuale". I sindacati confermano la prosecuzione di “tutte le iniziative di contrasto, anche legali, utili a vedere riconosciuti i salari e le competenze mancanti”. A livello locale, è stato indetto lo stato di agitazione. Nel contempo, le organizzazioni di categoria chiedono “il coinvolgimento delle committenze per l’attivazione dei pagamenti in surroga e per l’affidamento ad altre imprese degli appalti oggi in capo” al consorzio “Manital”, nella convinzione che esse “si debbano assumere la responsabilità, prevista anche dalla legge, finalizzata al rispetto delle norme e dei contratti”. L’ultima sollecitazione risale allo scorso 1° agosto. 

Articolo del 25/08/2019

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