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Dal tavolo di confronto sulla scuola dell'infanzia


Il 26 ottobre si è svolto il primo incontro del Tavolo di confronto sulla Scuola dell’Infanzia, previsto dal Protocollo d’intesa n. 557 del 14 gennaio 2021, per gli anticipi alla scuola dell’Infanzia.
In questo primo incontro, a cui partecipano anche le OOSS, e, presenza importante, alcune insegnanti coinvolte nelle sperimentazione, si sono precisati gli obiettivi che il tavolo deve perseguire e si è organizzata la programmazione della predisposizione degli strumenti adeguati per il monitoraggio in base a una bozza che le OOSS avevano proposto, integrata dalle osservazione dell’esperta pedagogica dell’UNIVDA, e concordando come sia necessario partire dal vissuto degli insegnanti coinvolti. Alla predisposizione della scheda di monitoraggio lavorerà un gruppo ristretto approvato dal Tavolo.
La composizione del Tavolo era stata concordata con le Organizzazioni Sindacali nel mese di maggio e, rispetto a quella proposta, il Tavolo si discosta per la mancata presenza di un Dirigente rappresentante delle Istituzioni scolastiche non destinatarie della sperimentazione, dovuta alla mancanza di adesione da parte dei dirigenti interessati, come comunicato dalla Sovrintendente agli studi 

Quale futuro per la scuola dell’Infanzia valdostana?

Il tavolo è stata una prima occasione per riflettere sul futuro non solo della Scuola dell’Infanzia, ma su una prospettiva futura dei segmenti 0-3 e 0-6 ragionando anche sulla criticità dei piccoli comuni, che soffrono della crescente denatalità, e sulla la mancanza di servizi per la prima infanzia.
È stato dunque interessante la testimonianza della prima insegnante coinvolta nella sperimentazione che evidenzia alcune difficoltà che, al momento, sono superabili perché è presente una sola bambina con due insegnanti, però, in prospettiva la gestione di più bambini preoccupa le maestre. Altro dato interessante emerso è l’esigenza di alcune insegnanti della scuola dell’infanzia – che ricevono sempre più frequentemente bambini, anche non anticipatari, sempre meno autonomi – di una collaborazione tra nidi e scuola dell’Infanzia, in particolare vi è la richiesta delle insegnanti dell’infanzia di avere supporto da parte delle educatrici nella gestione dei bambini più piccoli e meno autonomi.

La posizione della FLC CGI

Come FLC CGIL abbiamo sottolineato l’importanza sia la qualità della scuola dell’infanzia, ma anche del segmento 0-3 in un’ottica di accessi qualitativi all’educazione e alla cura della prima infanzia anche come strumento contro la povertà educativa, sia la tutela dell’organico dell’Infanzia che, oltre ad essere potenziato (di pari passo con i collaboratori scolastici), diminuendo il rapporto bambini/insegnanti, deve essere adeguatamente formato e avere condizioni di lavoro che garantiscano un benessere psico-fisico. Per questi motivi, abbiamo ribadito, che il ragionamento non si può esaurire solo intorno al discorso dell’anticipo scolastico. Pertanto anche l’anno 2022-23 non può che essere ancora sperimentale, non avendo elementi di valutazione al momento dell’apertura delle iscrizioni, rifiutando qualsiasi ipotesi di anticipo scolastico. A tal proposito la Sovrintendente ha confermato che per l’anno scolastico 2022-2023 non ci sarà un assetto definitivo e generalizzato e, invece, per quanto riguarda l’organico, ha comunicato che, già quest’anno, sono state previste risorse da settembre anche se la reale frequenza degli anticipatari poteva partire da gennaio o dal compimento del terzo anno di età (per i bambini nati entro il 30 aprile). Inoltre ha sottolineato, confermato anche dall’Ispettore tecnico, come il discorso non si possa esaurire alla questione degli anticipi e non c’è l’intenzione di istituzionalizzare l’anticipo, ma la prospettiva di un intervento più ampio sul segmento 0-6.

L’aspetto pedagogico

Proprio perché l’anticipo scolastico non può essere la soluzione, l’esperta pedagogica ha illustrato le caratteristiche dei bambini nella fascia di età 2-3 anni: è opportuno porre attenzione al caso singolo, interessare tutte le persone coinvolte, anche i genitori, salvaguardando i diritti e le esigenze dei bambini. Come le esperienze pregresse hanno mostrato, è necessaria una formazione congiunta tra operatori della prima infanzia e gli insegnanti della scuola dell’infanzia per trovare punti di incontri e per focalizzare aspetti di continuità e discontinuità educativa, inoltre questo approccio agevolerebbe i rapporti tra le istituzioni con l’obiettivo di creare il benessere dell’insegnante e dell’educatore e, a cascata, del bambino e delle famiglie.

Bilancio del primo incontro
Il bilancio di questo primo confronto ci è apparso positivo, tuttavia, ovviamente, noi saremo contrari a qualsiasi operazione che non garantisca la qualità della Scuola dell’Infanzia pubblica valdostana, che non salvaguardi docenti e bambini forzandone per quest’ultimi i tempi di apprendimento. Noi crediamo che la Scuola dell’Infanzia abbia un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo cognitivo e relazionale dei bambini, così importante che a livello nazionale siamo impegnati anche a far riconoscere l’obbligo scolastico per la fascia 3-6 per garantire a tutti i bambini di questo Paese pari opportunità educative. Inoltre ci batteremo affinché la scuola pubblica non subisca una concorrenza sleale da parte delle scuole paritarie che, pur fruendo di soldi pubblici, agiscono in deroga alle regole che invece le scuole pubbliche devono rispettare.

Seminario formativo

Per dare un contributo alla discussione sul futuro della Scuola dell’infanzia valdostana stiamo organizzando un seminario-dibattito in collaborazione con Proteo Fare Sapere che si svolgerà a dicembre, di cui daremo comunicazione nel momento in cui avremo informazioni più dettagliate.

Proteo Fare Sapere, soggetto Qualificato per la formazione con Decreto Miur n.170/2016 art.1 commi 5 e 6, inserito nel Comitato delle Associazioni professionali dei docenti e dei dirigenti scolastici (Decreto Miur n.34/2010) in collaborazione con la Flc Cgil della Valle d’Aosta organizza il corso di formazione per neo immessi in ruolo. Il corso è gratuito per gli iscritti

 

Articolo del 12/11/2021

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