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Edilizia, nel Ddl nessun piano straordinario di interventi per riattivare il settore edile


“Serve una nuova stagione di concertazione e non di audizioni”. Così Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Valle d’Aosta intervengono in merito al disegno di legge 60 in discussione. Non rileviamo malgrado le citazioni nel Ddl della crisi infinita, che attraversa il comparto delle costruzioni, nessun piano straordinario di interventi, al fine di riattivare la filiera dell’edilizia e i processi produttivi del territorio. Un’alchimia di bilancio che muove risorse previste dal piano Triennale senza l’utilizzo di risorse aggiuntive e dove l’ordinarietà (come l’asfaltatura) diventa straordinarietà. Risorse ripartite a pioggia fra tutti i 74 comuni della Valle d’Aosta, senza una differenziazione che tenga conto della dimensione e delle diverse complessità tra i comuni e senza una tempistica chiara di cantierizzazione.Nessun impegno di accellerazione per rendere cantierabili i 30 milioni messi a bilancio per il 2020. Cantieri che, oltre tutto, vedranno la luce nel 2º semestre del 2021. Serve un progetto strategico per promuovere lo sviluppo di riqualificazione energetica rispetto alla misura del superbonus 110% sul social housing. È necessario potenziare le forme di sostegno alle imprese impegnate nella riqualificazione energetica. Per questo riteniamo strategica la dotazione finanziaria di una misura che permetta alle imprese di ripartire con un equo contenimento dell’ esposizione finanziaria, stimolando la nascita di ATI / Consorzi capaci di reggere un impegno economico, fornendo opportunità lavorative per il settore delle imprese edili e dei professionisti (Arch./Ing) del territorio, perchè il Bonus 110% non sia solo ad appannaggio dei grandi gruppi. Fillea, Filca e Feneal Valle d'Aosta sono particolarmente preoccupate per le derive pericolose in materia di semplificazioni di appalti pubblici con l’opportunità dei comuni di non tenere in considerazione la lista delle imprese in possesso della SUA (imprese già oggetto di verifica antimafia), rivolgendosi a un’indagine di mercato. Un passo indietro nell’ottica della legalità, con il rischio concreto di imprese in odore di mafia e rischi di corruzione. Riteniamo altrettanto indispensabile, a fronte degli investimenti annunciati nel disegno di legge regionale, un impegno concreto al contrasto all’illegalità, vista come concorrenza sleale, disapplicazione contrattuale, evasione contributiva e retributiva, lotta al lavoro nero, per favorire il tessuto sano delle imprese e a sostegno di una sana occupazione attraverso la comunicazione (all’EPE delle notifiche preliminari, della DIA, SCIA, o comunicazione a Comune o SUEL) in tempo reale per la verifica di regolarità e iscrizione dell’impresa e dei lavoratori all’ente da inizio lavori. Riteniamo positivo che venga prevista la scelta dei contraenti, attingendo alla lista delle imprese regionali, anche per lavori sopra soglia. Pertanto, si chiede che i criteri e le modalità vengano utilizzati indipendentemente dal committente (SUA, comuni, partecipate, etc.).  

Articolo del 15/06/2020

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