CGIL Valle d'Aosta
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Fillea Cgil Valle d'Aosta, Ezio Dufour confermato alla segreteria


Ha avuto luogo il sabato 20 ottobre il congresso della Fillea Cgil Valle d'Aosta. È stato eletto all'unanimità e confermato alla guida del sindacato di categoria Ezio Dufour che nella premessa della relazione ha parlato di "un Congresso che è iniziato con il coinvolgimento dell’intero gruppo dirigente dell’organizzazione tramite la convocazione delle assemblee generali di tutte le strutture, che hanno contribuito alla stesura del documento congressual “Il Lavoro E’”. Documento che, in contrapposizione al documento della minoranza interna “Riconquistiamo tutto” è stato poi sottoposto al voto nelle recenti assemblee dei lavoratori, che purtroppo sono state poco partecipate, ma in cui non è mancata la discussione e da cui sono emersi spunti e riflessioni interessanti, che contribuiscono e contribuiranno al nostro agire presente e futuro". Dufour ha poi incentrato il discorso su diversi argomenti, come l'uguaglianza: "Per la Cgil è necessario che le scelte politiche siano orientate verso la piena e buona occupazione, occorrono azioni per contrastare la precarietà e le diseguaglianze. Bisogna estendere diritti e tutele a chi non ne ha, anche attraverso la riforma  degli ammortizzatori sociali in un ottica pienamente universale, indipendentemente dalla tipologia contrattuale applicata, istituendo un reddito di garanzia che dia sostegno ai giovani in cerca di prima occupazione, ai lavoratori stagionali e a tutti coloro che più in generale hanno perso il lavoro. Superamento della Legge Fornero con una nuova Legge sulle pensioni che, nel solco di quanto ottenuto dall’azione comune con Cisl e Uil, garantisca ai lavoratori  un sistema equo e solidale, che tenga conto del fatto che i lavori non sono tutti uguali. Un sistema che permetta un accesso flessibile alla pensione eliminando innanzitutto l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita e che  riconosca il lavoro delle donne, il lavoro di cura, dei lavori gravosi e discontinui garantendo una prospettiva pensionistica dignitosa, anche tramite il rafforzamento della previdenza complementare". Sviluppo: "Occorre governare le politiche economiche e indirizzare gli investimenti scardinando il sistema degli incentivi a pioggia. C’è bisogno di un piano di investimenti pubblici che rafforzi e ammoderni la rete infrastrutturale materiale e immateriale del nostro Paese e in Valle, con particolare attenzione alle manutenzioni, che devono necessariamente riguardare un territorio spesso soggetto ad eventi franosi e di dissesto idrogeologico, anche alla luce delle mutate condizioni climatiche". Diritti e cittadinanza: "Va affrontato il tema del rapporto tra tempi di vita e di lavoro anche attraverso la riduzione generalizzata degli orari di lavoro a parità di salario, finalizzando la redistribuzione dell’orario a favore dell’ occupazione e della qualità del lavoro. Per quanto riguarda la qualità del lavoro, occorre poi un salto di qualità nella prevenzione e nel contrasto agli infortuni sul lavoro, rilanciando la cultura della sicurezza, implementando le attività di controllo e vigilanza e sostenendo il  ruolo e le funzioni degli Rls e Rlst". Solidarietà e democrazia: "Bisogna restituire dignità e libertà al lavoro, troppo spesso ci sono lavoratori costretti ad accettare condizioni di lavoro e ricatti salariali al limite della schiavitù. Va ricostruita una rete solidale a contrasto dell’idea che l’intermediazione sociale sia inutile. Gli ultimi vent’anni dimostrano che l’individualità spinta ha impoverito tutti e disaggrega la società. Da qui la proposta che vada fortemente difeso il CCNL quale strumento d’identità collettiva con l’estensione della contrattazione di secondo livello superando le marcate differenze che si riscontrano oggi tra settori forti e settori deboli". Prosegue il segretario Fillea Cgil Valle d'Aosta: "Occorre quindi unità sindacale e tra le persone, in una parola più confederalità. Un congresso che si svolge in un quadro politico estremamente complesso che ci pone di fronte a scenari nazionali ed internazionali senza precedenti. Una Unione Europea in crisi d’identità dove prevalgono le logiche dei mercati finanziari e delle merci, a discapito della solidarietà tra popoli e persone e dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, da superare con più Europa e non meno Europa. Per quanto riguarda il nostro Paese, la crisi dell’ultimo decennio, ci ha  lasciato in eredità circa un decimo della popolazione sotto la soglia della povertà,  un esercito di precari e soprattutto ha aumentato le diseguaglianze sociali". Sulla politica afferma Dufour: "Il quadro politico che si è delineato a seguito delle elezioni del 4 marzo scorso, con la formazione del cosiddetto governo giallo/verde, autonominatosi governo del cambiamento, non sembra in grado di invertire la rotta. In quasi cinque mesi il governo, invece di intervenire sul problemi principali del paese mafia, corruzione, evasione, sprechi, debito pubblico, deficit infrastrutturale  ha continuato in una perenne campagna elettorale, come se i like sui social siano più importanti del paese reale. In particolare, alla lotta all’evasione fiscale e contributiva, si risponde con un condono, che potranno anche chiamare pace fiscale ma sempre un condono è, regalando migliaia di euro a chi a discapito nostro e dell’intero paese non ha pagato le tasse e per anni continuerà a non pagarle, confidando in una futura sanatoria. Alla lotta alle diseguaglianze si risponde con la Flat Tax in barba al principio costituzionale di progressività fiscale e aumentando quindi le differenze tra chi ha poco e chi ha molto, in realtà occorrerebbe una seria tassa patrimoniale nei confronti di chi nella crisi si è, comunque, arricchito. Alla mancanza di lavoro si risponde con il reddito di cittadinanza, risorse che sarebbe più utile destinare alla creazione di posti di lavoro perché le persone non hanno bisogno di elemosina ma di un lavoro dignitoso che permetta alle giovani generazione di costruirsi un futuro e una famiglia, e ai meno giovani che in questi anni hanno perso il lavoro di raggiungere i requisiti per la meritata pensione".
 
LA SITUAZIONE IN VALLE D'AOSTA
 
"In un contesto estremamente complicato si inserisce la situazione regionale che, per certi aspetti, è stata ed è ancor più indecifrabile. Un quinquennio, quello passato, in cui abbiamo assistito a numerosi cambi di casacca, al punto che la XIV legislatura ha avuto sei giunte diverse e per quello che riguarda il nostro settore, quattro cambi di Assessore.  Situazione che, stante il risultato delle elezioni del 20 maggio scorso, con un quadro politico variegato ed estremamente parcellizzato rischia di ripresentarsi anche in questa legislatura, proprio nel momento in cui ci sarebbe invece bisogno di decisioni strategiche per il futuro dell’economia della nostra regione e non solo. Ho voluto fare questa lunga premessa di carattere generale perché molte delle istanze presenti nel documento congressuale, sono frutto, anche, dell’elaborazione e delle proposte della nostra categoria. In questi quattro anni, pur nelle enormi difficoltà che hanno riguardato il paese, ed il settore delle costruzioni in particolare, abbiamo rinnovato, unitariamente a Filca Cisl e Feneal Uil i contratti dei nostri settori e in particolare due volte quello dell’edilizia, che interessa circa un milione di lavoratori e su cui vorrei fare alcune considerazioni. Il primo rinnovo, risalente al luglio 2014 con la crisi in pieno svolgimento, pur essendo  un accordo di carattere perlopiù difensivo, ha avuto il merito di difendere e ribadire il diritto al riconoscimento della responsabilità in solido negli appalti, battaglia che ha avuto, come sappiamo, il suo approdo nella raccolta firme sulla Legge di iniziativa popolare e relativo referendum abrogativo attivato dalla Cgil. In quel contratto è stato inoltre definito un protocollo sugli organismi bilaterali di settore, Cassa Edile, Ente Scuola e Comitato Paritetico Territoriale che individua la necessità di procedere alla razionalizzazione del sistema degli Enti Paritetici sia nazionali che territoriali con l’obiettivo quindi di ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza organizzativa. E proprio nello spirito di quanto previsto dal suddetto accordo, unitariamente alle altre organizzazioni sindacali territoriali, l’Ance, il supporto tecnico qualificato del coordinatore degli enti e l’avvallo delle parti sociali nazionali è nato, nel 2015, l’Ente Paritetico Edile della Regione Autonoma della Valle d’Aosta. Contratto che contiene anche elementi innovativi quale ad esempio l’istituzione del contributo contrattuale obbligatorio a carico delle imprese destinato alla previdenza complementare. Elementi innovativi ripresi e rafforzati dal secondo rinnovo nazionale di questo quadriennio che rafforza gli strumenti del sistema bilaterale individuando puntualmente le risorse da destinare alla mutualità e all’assistenza in favore di lavoratori ed imprese.
Accordo con cui nasce la sanità integrativa di settore, per dare più tutele concrete ai lavoratori e rendere omogeneo il sistema a livello nazionale ricomprendendo al suo interno, per la prima volta, anche gli impiegati. Viene istituito un Fondo nazionale a sostegno dei prepensionamenti per permettere, in attesa della riforma della Legge Fornero, a qualche migliaio di operai di scendere dalle impalcature per dedicarsi al mestiere di nonni. C’è poi l’istituzione di un Fondo per promuovere l’occupazione giovanile perché vogliamo, insieme alle imprese, scommettere sul futuro di questo settore. Settore strategico del paese che a partire dagli interventi sul dissesto idrogeologico, all’antisismico, al recupero e alla rigenerazione urbana può più di altri rilanciare l’occupazione e dare un contributo importante per la ripresa del paese.
Per quanto riguarda poi la situazione regionale, nel settembre del 2016 abbiamo, unitariamente a Feneal Uil, Filca Cisl e Savt Costruzioni rinnovato il contratto integrativo regionale, in cui oltre ai miglioramenti di carattere economico si prevede l’istituzione dell’Osservatorio sull’andamento del settore delle costruzioni, che malgrado le resistenze di alcune parti delle pubblica amministrazione è in via di definizione.
Con quel contratto nasce inoltre, la possibilità per i tanti lavoratori autonomi presenti nel settore, di accedere al sistema bilaterale dell’edilizia e poter usufruire delle attività formative, del supporto dei tecnici ex CPT,  degli Rlst e come previsto oggi, anche dall’ultimo rinnovo nazionale, di iscriversi alla previdenza complementare e al fondo sanitario.
Tutto questo con lo scopo di avere un sistema bilaterale inclusivo che, sia da traino per il funzionamento ottimale di tutto il settore.
In particolare, vogliamo un sistema bilaterale inclusivo che, attraverso i propri  strumenti, qualifichi sempre più, lavoratori ed imprese anche al fine di vincere la sfida dell’innovazione.
Sistema bilaterale basato sulla mutualità e l’assistenza che garantisce ai lavoratori libertà sindacali non essendo l’iscrizione legata al singolo datore di lavoro, continuità negli scatti di anzianità professionale indipendentemente dal datore di lavoro e dalla durata dei singoli contratti.
Permette, inoltre, la piena esigibilità della contrattazione di secondo livello, essendo la stessa su base territoriale e non aziendale.  Sistema bilaterale che, in considerazione della precarizzazione sempre più diffusa nel mondo del lavoro, potrebbe diventare un modello esportabile ad altri settori".
 
L'EDILIZIA  E COSTRUZIONI IN VALLE D'AOSTA
 
La crisi non accenna a finire, i dati pressoché definitivi dell’anno Cassa Edile chiuso al 30 settembre scorso, registrano una diminuzione di tutti gli indicatori, (numero imprese, numero addetti, ore lavorate) attorno al 7% su base annua che sommata a quella degli anni precedenti porta ad una riduzione di oltre il 50% degli addetti e a circa un terzo della massa salariale passata da circa 68 milioni del 2010 ai circa 40 milioni odierni. In questo contesto sono aumentati i licenziamenti, sia individuali che collettivi, con aziende medio grandi, storicamente radicate sul territorio che hanno proceduto a riduzioni di personale o, in alcuni casi, addirittura cessato l’attività. A questo si aggiunge un deciso aumento del contenzioso riguardante, soprattutto, il ritardo nei pagamenti degli stipendi e degli accantonamenti in Cassa Edile. Inoltre, la diminuzione dei periodi e delle ore di lavoro determina un’ ulteriore impoverimento dei lavoratori che, in tanti casi, non raggiungono più i requisiti per aver diritto alle prestazioni sanitarie dell’Ente Paritetico Edile,  al riconoscimento dell’anzianità professionale edile e soprattutto degli ammortizzatori sociali, in particolare per quanto riguarda i requisiti di accesso alla Naspi. 
Crisi che nel nostro territorio ha riguardato l’intera filiera delle costruzioni, dalle aziende produttrici di calcestruzzo a quelle dell’industria estrattiva, dalle aziende del legno a quelle lapidee; ad essere coinvolte sono tutte le figure professionali, impiegati, autisti, operai specializzati, qualificati e comuni. Infatti, in questi anni, non sono mancati accordi perlopiù a carattere difensivo quali ad esempio: la cig oltre le 13 settimane, la cig in deroga, la banca ore, la mobilità. Crisi che in Valle d’Aosta è in gran parte dipesa dalla drastica riduzione degli investimenti pubblici, un piano operativo annuale con risorse sempre più risicate. A titolo di esempio citerei l’elenco annuale delle opere 2017 in cui gli importi derivanti dalla disponibilità in competenza del Bilancio regionale ammontano a soli 11.357.301 euro. Occorrono investimenti pubblici selettivi, che agevolino il rilancio di un settore da sempre strategico per la nostra Regione. Un serio piano infrastrutturale che doti la Regione di una ferrovia moderna e di un aeroporto funzionante, integrati in una rete di trasporti nazionale ed internazionale, per rispondere alle esigenze di mobilità delle persone e delle merci e che siano fattore di crescita per lo sviluppo sostenibile e di qualità del turismo.Riteniamo che vada posta particolare attenzione alla manutenzione del territorio, al fine di prevenire il dissesto idrogeologico, in particolare per quanto riguarda il patrimonio boschivo e la rete dei sentieri che ha sempre qualificato la nostra regione. Sentieri che sono un altro elemento importante a supporto dell’offerta turistica, basti pensare  al recente incremento dell’utilizzo delle mountain bike e delle e-bike. Crediamo sia indispensabile un piano pluriennale di manutenzione degli edifici pubblici, a cominciare da quelli scolastici, con particolare riguardo all’efficientamento energetico che porterebbe  importanti benefici in termini di emissioni di  gas serra e di riduzione della spesa corrente per il riscaldamento. Infine, bisogna agevolare l’iniziativa privata volta al recupero del patrimonio immobiliare esistente, con l’auspicio di arrivare presto all’obiettivo del consumo di suolo zero valorizzando la particolarità del nostro territorio. Eppure qualcosa si muove, alcuni recenti interventi vanno infatti nella direzione da noi auspicata. Penso ad esempio alla riforma dei mutui erogati dalla Finanziaria regionale che, con l’innalzamento delle soglie finanziabili e l’estensione di ammissibilità del recupero edilizio privato anche per abitazioni non principali, ha contribuito alla  ripresa del settore immobiliare. Oppure all’istituzione presso la Stazione Unica Appaltante dell’elenco degli operatori economici per l’affidamento dei lavori da svolgere tramite procedura negoziata che ponendo particolare attenzione alle aziende radicate sul territorio, permette di attenuare la dispersione dei posti di lavoro e relative  professionalità. Infine, consapevoli della parzialità delle nostre azioni e delle complessità sempre più grandi che interessano il mondo del lavoro, vogliamo continuare ad essere soggetto attento ai bisogni delle persone che abbiamo l’ambizione di rappresentare. Per fare questo occorre una nuova dimensione della confederalità, da costruire insieme, confederazione, categoria e servizi, integrando tutele collettive ed individuali rafforzando il ruolo delle sedi decentrate. Riteniamo indispensabile una struttura confederale che contribuisca all’efficacia dell’azione sindacale, promuovendo un piano formativo regionale che coinvolga l’intero gruppo dirigente e favorisca la crescita di una leva di funzionari e delegati all’altezza di questi obiettivi. Occorre una nuova strategia che, anche tramite l’aggregazione dei settori omogenei, permetta  una maggiore incisività della nostra azione a tutela e a difesa dei lavoratori.
Quindi, una Cgil più unita e più forte. Fabbrica per Fabbrica Cantiere per Cantiere ".
 
 
 
 



Articolo del 20/10/2018

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