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Forestali: il sistema attuale non funziona


“Sui forestali avevamo ragione noi”. Guido Zanardi, segretario regionale della Flai-CGIL Valle d’Aosta, snocciola i dati più recenti “forniti dall’Assessorato regionale all’Agricoltura” sui cantieri forestali 2013. E le cifre sono impietose. Segretario, che cosa dicono i dati della Regione sull’utilizzo degli operai forestali? “Raccontano la realtà di una scelta sbagliata, quella del 2010 di esternalizzare i cantieri forestali. In sintesi: nell’ultimo anno, la ‘lista’ dei lavoratori forestali a disposizione delle ditte appaltatrici era formata da 660 operai. Di questi, hanno lavorato in 212. Ma c’è di più: con la gestione diretta da parte della Regione, lavoravano in 700 forestali per 151 giornate di lavoro a testa. Oggi, invece, lavorano solo in 212, e con una media di appena 60 giornate lavorative a testa. A questi lavoratori assunti dalle ditte esterne, occorre aggiungere i lavoratori delle fasce ‘protette’, e cioè gli uomini con più di 55 anni d’età, le donne con più di 45 anni e gli invalidi, che hanno lavorato alle dirette dipendenze dell’Assessorato: in tutto, altri 187 lavoratori, che sommati ai 212 di prima danno 400 occupati. Gli altri 250 in ‘graduatoria’ non hanno invece lavorato un solo giorno”. Qual è il giudizio dei sindacati rispetto a questa situazione? “Faccio un ragionamento puramente legato alle cifre. Quest’anno, con il regime degli appalti a ditte esterne, la Regione ha speso nel settore della cantieristica forestale qualcosa come 12 milioni di euro, per far lavorare 212 persone per circa 2 mesi e altre 200 persone appartenenti alle fasce protette. Fino al 2010, con il regime di amministrazione diretta da parte dell’Assessorato, la Regione spendeva 17,5 milioni, ma faceva lavorare quasi 700 persone per 5 mesi pieni l’anno. Per un risparmio di 5 milioni si è operato un vero massacro sociale, con tanti, troppi lavoratori abbandonati a se stessi, per di più in un momento di crisi nel quale trovare un’altra occupazione è difficilissimo. Erano troppi gli operai assunti in regime diretto fino al 2010? Forse sì, ma la forestazione giocava un ruolo sociale importantissimo, soprattutto per categorie di lavoratori svantaggiati, come gli ultra50enni che mai avrebbero trovato un altro lavoro”. Quali sono le prospettive per il futuro? “Secondo noi, alla Regione serve un corpo di operai forestali di circa 400 unità, da gestire in regime diretto, altamente specializzato e da utilizzare per la necessaria manutenzione del territorio, e in particolare per quelle operazioni non redditizie per le ditte esterne ma comunque fondamentali: penso alla sentieristica o al taglio selettivo delle piante. Per l’anno prossimo, l’Assessorato dell’Agricoltura non ha ancora le idee chiare su quello che farà. Viste le pressioni in Consiglio Valle, il regime attuale potrebbe essere rivisto, e forse potrebbe nascere quel mix pubblico-privato che tutti auspichiamo. La posizione della Flai-CGIL è chiara: servono 400 operai forestali in regime di dipendenza diretta dalla Regione, e di volta in volta si possono affidare all’esterno appalti più consistenti, quelli più appetibili per le imprese. Nell’immediato, abbiamo chiesto all’Assessorato di mantenere la ‘lista’ dei 660 lavoratori in graduatoria”. Veniamo invece al settore dell’industria alimentare. Quali sono le questioni più urgenti? “A fine anno scadranno due contratti integrativi importanti, che riguardano l’Heineken di Pollein e la Lavazza di Verrès. Sul primo fronte, l’Heineken ha in vigore un contratto integrativo del valore di circa 2 mila euro l’anno per ogni dipendente. In più, l’azienda di Pollein è costantemente ai primi posti al mondo per la qualità della produzione e per la sicurezza sul posto di lavoro, avendo raggiunto il traguardo di due anni senza incidenti. Per il futuro, chiederemo all’impresa di mantenere la stessa piattaforma integrativa, consapevoli però che con la crisi economica in atto sarà difficile mantenere gli attuali livelli. In ogni caso, l’Heineken è un’azienda in salute, tanto è vero che è in costruzione a Pollein un nuovo moderno impianto da oltre 13 milioni di euro. Anche alla Lavazza è in scadenza l’integrativo: ci sarà da mettersi d’accordo sullo straordinario e anche sulla parte economica. Tutt’altro discorso, invece, va fatto per le Sorgenti Monte Bianco: in questa azienda la qualità delle relazioni sindacali non è buona, e il premio individuale di 400 euro proposto dall’azienda è per noi assolutamente inadeguato”. 

Articolo del 10/10/2013

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