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I sindacati della scuola proclamano lo stato di agitazione


Le organizzazioni sindacali della scuola esprimono stupore e rammarico per l’atteggiamento assunto dall’assessore regionale all’Istruzione, Chantal Certan, la quale evidentemente preferisce gli annunci a mezzo stampa al confronto con i rappresentanti delle docenti e dei docenti che, da oltre due mesi, consentono lo svolgimento della didattica a distanza, creando dal nulla un nuovo modo di fare scuola.

 

I fatti

Il comunicato stampa, che riferisce dei contenuti del Gruppo di lavoro convocato dall’Assessore, è stato diffuso alla vigilia di una riunione nella quale i sindacati intendevano presentare le osservazioni e le proposte, raccolte mercoledì scorso nelle assemblee in videoconferenza, cui ha partecipato oltre il 50% dei docenti della Valle d’Aosta. In tal modo, si sarebbe potuto aprire un confronto, in analogia a quello che il Ministro Azzolina sta conducendo con le Segreterie nazionali dei Sindacati, al fine di stilare un protocollo condiviso che consenta la riapertura in sicurezza delle Scuole a partire dal prossimo mese di settembre, come previsto dalla normativa statale vigente. L’assessore, dopo aver concordato il mese scorso il confronto con le organizzazioni sindacali, per qualsiasi decisione e sviluppo dell’emergenza, soprattutto in relazione alla riapertura delle scuole, ha preferito alla politica del confronto quella dell’annuncio, nel palese tentativo di impedire agli insegnanti di presentare il proprio contributo alla ripresa della didattica in presenza ed evitare il confronto sindacale. A tale sgarbo istituzionale si è aggiunto l’aver inviato il materiale su cui discutere durante la riunione alle 17e25 di giovedì ( ieri), rendendo di fatto impossibile il suo studio approfondito prima dell’incontro. A tal proposito, le OO.SS., dopo aver rilevato la grande preoccupazione degli insegnanti soprattutto a seguito delle numerose esternazioni dell’Assessora, su esplicito mandato dei lavoratori, chiedono il rinvio dell’incontro a nuova data da concordarsi, in modo da consentire lo studio dei documenti ricevuti nell’imminenza della riunione già convocata. Sarà così possibile dare un contributo costruttivo alla discussione, come d’abitudine, in particolare su tema della sicurezza.

Il punto

Nel frattempo auspichiamo che venga consultato il “Consiglio Scolastico Regionale”, quale organo rappresentativo della scuola nel più ampio contesto anche economico e sociale, anche se non si vuole modificare il calendario scolastico.Pertanto, le Organizzazioni Sindacali della Scuola della Valle d’Aosta sono costrette a ricordare all’Assessore Certan che:

  •  la modalità della didattica a distanza è resa obbligatoria da un provvedimento di portata nazionale, cui non risulta si possa derogare neppure in forza dello Statuto di Autonomia.
  •  In questo momento è in atto un confronto a livello nazionale sul protocollo di sicurezza cui ogni scuola dovrà adeguarsi. Appare quindi prematuro ipotizzare soluzioni che potrebbero rivelarsi difformi rispetto a quanto sarà deciso dal Ministero.
  •  La responsabilità di riaprire in sicurezza non può essere delegata ai dirigenti scolastici, per legge responsabili civilmente e penalmente della sicurezza all’interno degli edifici scolastici e nelle relative pertinenze.
  • L’emergenza COVID non ha comportato la sospensione dei diritti del Consiglio Scolastico Regionale e delle libertà sindacali.

Stato di agitazione

In ragione di quanto esposto, i sindacati della scuola, fortemente preoccupati per la sicurezza che deve essere garantita in primo luogo a bambini e ragazzi e alle loro famiglie, proclamano lo stato di agitazione e invitano l’assessore a:

  • recedere da qualsiasi ipotesi di ripresa della didattica in presenza prima del prossimo mese di settembre, in mancanza della predisposizione di tutte le norme per la sicurezza.
  • Ripristinare le relazioni sindacali sulle materie previste dal contratto, senza fughe in avanti e nel rispetto delle prerogative di tutte le Parti trattanti Provvedere agli atti di sua competenza, a partire dall’indizione e organizzazione dei prossimi concorsi a cattedra, già previsti a livello nazionale, e dalla definizione delle modalità di nomina dei supplenti per il prossimo anno scolastico, tenuto anche conto dell’elevato numero di pensionamenti al 1° settembre e della scarsità di aspiranti presenti nelle graduatorie.

In mancanza di risposte adeguate, la scelta dell’indizione immediata dello sciopero, ai sensi dell’art. 2 comma 7 della legge 146/90, sarà obbligata, per garantire la sicurezza di studenti e lavoratori. 

Articolo del 16/05/2020

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