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Incontro Baccega, Spi Vda: 'Va bene i buoni propositi, ma la sanità valdostana ha bisogno di fatti”


Ha avuto luogo martedì 30 luglio l'incontro tra l'assessore regionale alla sanità Mauro Baccega e le organizzazioni sindacali dei pensionati valdostani sulla grave situazione delle liste d’attesa. Per lo Spi-Cgil Valle d'Aosta il programma attuativo aziendale 2019-2021 presentato dall'assessore è un libro dei sogni con alcuni punti condivisibili” chiosa Domenico Falcomatà, Segretario generale dei pensionati valdostani Cgil. Sulle liste d'attesa ci sono criteri di valutazione non accettabili e sui dati ufficiali diffusi in merito alle prenotazioni delle visite specialistiche, abbiamo contestato i tempi, sempre troppo lunghi. Il documento, presentato dall'assessore, si pone obiettivi ambiziosi, che però nell'immediato non si concretizzeranno. L'impressione è che si vogliano mettere delle toppe in situazioni di oggettiva e grave criticità del sistema sanitario regionale, dove i problemi sono oramai strutturali e meriterebbero ben altre soluzioni. La nostra mobilitazione sui ticket e sulle liste d'attesa vuole dare un segnale tangibile alla politica. I problemi ci sono ed è inutile nascondere la testa sotto la sabbia. Molto spesso la politica fraintende e strumentalizza le ragioni delle nostre mobilitazioni. Vi sono importanti problemi da risolvere e noi continueremo a lottare, affinchè i cittadini possano essere informati ed essere maggiormente consapevoli di quanto sta accadendo nella sanità della Valle d’Aosta. Altre regioni più virtuose e attente della nostra, nonostante non abbiano l'autonomia speciale, sono riuscite ad abolire i ticket. Perché noi no? In in altre regioni a statuto speciale hanno tempi di attesa per le visite e gli interventi chirurgici decisamente inferiori alla Valle d'Aosta.

 

Sono questi i conti che non ci tornano. Come dimostrato dallo studio Ires-SPI-CGIL, presentato nei giorni scorsi, la nostra è tra le regioni che spende di più e dà meno servizi. È inconcepibile”.

Il Mea Culpa dell'assessorato alla sanità sulla carenza di medici non basta!

Falcomatà entra nel dettaglio degli argomenti trattati durante la riunione con l'assessore Baccega: “siamo stati informati che si fa sempre più ricorso a personale medico esterno, perché c'è un'oggettiva carenza di medici, in particolare nei reparti di cardiologia, ematologia, dermatologia e psichiatria. L'assessore, sollecitato sul tema, ha posto l'accento anche sul problema di accesso al sistema informatico, al Cup e al fascicolo elettronico. affermando di aver indetto 18 concorsi, di cui diversi sono andati deserti. Sulla carenza di medici la risposta, secondo noi è quella di trovare risorse aggiuntive per far ritornare attrattiva la Valle d’Aosta da parte delle professionalità mediche e infermieristiche, riportando ad una condizione di normalità una situazione che altrimenti assumerebbe una deriva pericolosa per quanto concerne la qualità delle prestazioni e l'erogazione dei servizi. Unitariamente abbiamo ritenuto il documento non convincente. Non bastano le buone intenzioni e annunci roboanti. Occorre fermare l’emorragia di professionisti della sanità pubblica, che lasciano la Valle d'Aosta per andare altrove, anche all'estero in alcuni casi. Problemi di carattere organizzativo di tale portata devono essere affrontati, guardando al sistema sanitario regionale nel suo complesso e con una progettualità che possa dare risposta a tutti i presidi del territorio regionale e non solo a quello del capoluogo.
Lo diciamo da tempo. È necessario attivare un continuo e serio confronto tra le parti che non può ridursi a una mera presa d’atto di ciò che è stato già deciso a livello politico. Le scelte che riguardano un tema così importante, come quello della salute dei cittadini, non può essere trattato in ristretti ambiti politici, in cui spesso si assumono decisioni discutibili.
In particolare, in vista della presentazione del Documento di economia e finanza regionale e poi del bilancio, occorre discutere preventivamente con le organizzazioni sindacali. Sono mesi che ci si incontra in sede di assessorato – fatto di per sé apprezzabile – senza che venga condivisa alcuna scelta concreta. Nonostante le nostre proposte, ad oggi nulla è cambiato. Occorre agire in tempi rapidi, trovare soluzioni concrete e renderle praticabili. Ripetiamo. Non servono soluzioni tampone e provvedimenti spot.

È necessario che la Regione capisca il ruolo del sindacato

“C'è un'incapacità nel capire qual è il ruolo del sindacato” afferma Falcomatà: “le nostre mobilitazioni sui diversi temi proseguiranno in tutte le sedi e in tutte le forme possibili. Continueremo a chiedere a gran voce un sistema sanitario efficiente e degno di questo nome ispirato ai principi della costituzione e coerente con la riforma del sistema sanitario che proprio quest’anno compie quarant’anni. Rivendichiamo il diritto di essere parte attiva del confronto a tutti i livelli, dove poter interloquire in maniera seria col governo regionale e con gli organismi istituzionali per far contare le nostre proposte a tutela dei cittadini, sollecitando la politica che, ormai da troppo tempo, non decide e non affronta nulla. Non è chiaro se ci sia consapevolezza da parte della politica regionale della situazione a cui si è arrivati. Le persone rinunciano a curarsi, pagando più volte prestazioni, di cui hanno diritto costituzionalmente o addirittura spesso sono obbligati a rivolgersi a strutture fuori dal nostro territorio regionale. Paghiamo tutti le tasse ed è inaccettabile non poter accedere a un servizio sanitario, che non è più in grado di erogare servizi nei tempi presisti. Alla fine si paga due volte: con le tasse e con le visite privatistiche!

Punti interrogativi

“Rimangono in sospeso alcune questioni – scandisce il segretario dello Spi Vda -. Sono necessarie azioni concrete per i reparti di dermatologia, ematologia e psichiatria, fortemente penalizzati dalla carenza di medici". A dare man forte allo Spi anche Funzione Pubblica Cgil Valle d'Aosta per voce di Pietro Trovero ( componente segreteria regionale della categoria) che sui motivi della non appetibilità della nostra regione ha da sempre ribadito con forza e continua a farlo, affermando che: "I concorsi vengono banditi, ma poi nessuno partecipa? Chiaro, il fattore francese e la non appetibilità della nostra regione sono le spine nel fianco. Riguardo i concorsi per specialisti in psichiatria essi non vanno deserti perché, come affermato più volte dall'Assessore, la specialità di psichiatria è poco scelta con la conseguente carenza di medici Psichiatri ma le problematiche continuano a essere quelle già più volte ribadite dal sindacato: la nostra Regione risulta essere poco attrattiva senza possibilità di avanzamento di carriera per i neo assunti in assenza di incentivi economici. Il problema poi della prova di francese rimane sempre un ostacolo circa la scelta del nostro Presidio ospedaliero da parte dei sanitari”. Gli fa eco Falcomatà (Spi Vda) : “Non sono più sufficienti benefits tipo gli alloggi o i trasporti gratuiti”. Prosegue ancora il segretario dei pensionati valdostani: “Infine abbiamo posto l'attenzione sulla questione delle rette nelle micro comunità. C'è disparità di rette tra strutture che fanno parte della stessa unité des communes, senza parlare della non omogeneità dei servizi. Su questo punto l'assessore ci ha annunciato un prossimo confronto sull'argomento con il Cpel. In conclusione dell'incontro, l'assessore Baccega si è impegnato a coinvolgere preventivamente le organizzazioni sindacali sulla bozza di rivisitazione dei ticket che per noi deve prevedere l’abolizione degli stessi. Vogliamo dire la nostra non a giochi fatti ma entrare nel merito delle questioni, chiedendo di partecipare sia ai tavoli tecnici, sia in sede di Commissione consiliare competente. In caso contrario saremo costretti a continuare in modo più determinante la nostra mobilitazione, affinchè siano ascoltate le ragioni delle migliaia di cittadini valdostani che subiscono l’inerzia della politica”.

 

 

 

Articolo del 03/08/2019

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