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Io insegnante ai tempi del coronavirus


Didattica a distanza. Scelta forzata in questo periodo di emergenza sanitaria dettata dal diffondersi del coronavirus anche nella nostra regione. Flc Cgil Valle d’Aosta - il sindacato delle scuole della Cgil- stila un primo bilancio e un documento che mette in evidenza pro e contro in un’emergenza come questa, che mette a dura prova tutti: dagli insegnanti agli alunni fino ad arrivare alle famiglie. «Non c’è più tempo per tergiversare, i bambini sono il nostro futuro ed è nostro dovere garantire loro il diritto allo studio. Ogni giorno che passa è sprecato, ed aumenta il rischio di “isolamento e demotivazione”. Sia chiaro: in un momento di emergenza mondiale quale quello che stiamo vivendo non c’è spazio per le critiche, ben consapevoli delle mille difficoltà che ciascuno si trova ad affrontare». Ma nel vedere che le lezioni on line funzionano solo a macchia di leopardo,il sindacato delle scuole mette in evidenza i dubbi: «Lo studio è un diritto costituzionalmente garantito (art. 34), ma al di là di diritti e degli obblighi, possiamo aiutarci in questa situazione?».

Servono indicazioni precise

Naturalmente si risente della mancanza di contatto diretto tra alunni e insegnanti. Ma è chiaro come da Nord a Sud, la didattica digitale stenta a decollare. Nonostante le indicazioni di viale Trastevere, le scuole arrancano e le famiglie accumulano tensione e nervosismo. Se i dati preliminari di un sondaggio, condotto dal ministero parlano di un 82% di alunni raggiunti in qualche modo dalla didattica, quindi teoricamente 8 studenti su 10, la verità è ben diversa. Il registro elettronico non è la classe virtuale. A braccio, almeno il 30% degli studenti degli istituti comprensivi del Sud è tagliato fuori. Meglio nel centro nord e alle superiori, dove l’80,9% si connette. Un altro problema grave, è proprio quello della connessione. “Si pensi alle vallate laterali della nostra regione. Le connessioni sono lente, bisognerebbe chiedere ai gestori forme di generosità professionale in questo senso».

Compiti e confusione

La connessione è una tragedia. Spesso non tutti sono riusciti a collegarsi per mancanza di connessione. Poi ci sono genitori che lavorano la mattina e non possono stare vicino ai bimbi, non tutti hanno pc a casa o telefono di ultima generazione. La verità è che chi può va avanti, gli altri restano indietro. Dobbiamo far in modo che ciò non accada». Flc Cgil Valle d’Aosta non le manda a dire: “Serve un coordinamento dall’alto che dia indicazioni precise e omogenee per tutti. Altrimenti si rischia la confusione. E non è proprio il periodo giusto questo! “.

Scarica allegato: Documento assemblea generale Flc Cgil Valle d'Aosta

Articolo del 03/04/2020

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