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La Situazione delle Costruzioni in Valle d'Aosta - Persi 1.300 Posti di Lavoro


Oltre 200 imprese chiuse e 1.300 posti di lavoro persi, questi i dati che la Cassa Edile della Valle d'Aosta, con la collaborazione del Centro Studi Sintesi - Cgia di Mestre ha dato questa mattina in merito alla situazione dell'edilizia nella nostra regione.

Un vero e proprio crollo del settore che occupava mediamente 3.900 lavoratori e valeva quasi l'11% dell'intera ricchezza economica regionale. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio il settore edile insieme al manifatturiero è quello che dal 2008 ha pagato di più il prezzo della crisi.

Dal 2008 il comparto ha perso 47 milioni di Pil che si traduce in una diminuzione del 20% dei fatturati aziendali, da metà del 2011 alle imprese sono stati tolti quasi 32 milioni di crediti, gli investimenti in costruzioni si sono ridotti di un terzo e ancora di più si sono ridotte le risorse pubbliche per le infrastrutture con un -66%.

"Non ci sembra ci siano prospettive per il futuro - sottolinea Ezio Dufour, segretario generale della Fillea Cgil della Valle d'Aosta - si parla di un piano operativo sulla carta di 150 milioni di euro in tre anni quando prima questa cifra riguardava un solo anno d'investimento. Continuiamo a vedere una spesa pubblica corrente aumentare a discapito degli investimenti sul territorio che portano ossigeno alle aziende e garantiscono il futuro ai lavoratori e alle loro famiglie".

Un settore che per la Valle d'Aosta è strategico, sia nelle fasi di crescita che in questa di crisi, "ogni impresa edile che chiude in Valle - si legge nella relazione - genera un impatto negativo doppio rispetto alle altre zone del paese. È necessario pertanto tutelare maggiormente il settore affinché gli attori istituzionali adottino misure tali da far ripartire l'edilizia, comparto su cui poggia l'economia regionale".

Dai censimenti Istat risulta che il numero dei lavoratori è diminuito dal 2001 al 2011 di 1.763 unità, perdendo quindi il 23,1% degli addetti, percentuale che invece è aumentata a livello nazionale con un +4,6% e guardando al nord del paese +5,7%.

Un problema che ha contribuito al raggiungimento di questo stato sono anche le diminuzioni delle erogazioni da parte delle banche che sono diminuite di quasi 32 milioni di euro passando dai 421.369 impieghi del 2011 a 389.702 del 2014.

La crisi ha quindi ridisegnato la mappa del settore costruzioni nella nostra regione, dove perdono peso le opere pubbliche e il nuovo residenziale, le quote sul fatturato del settore edile passano infatti dal 35% al 28% per le opere pubbliche e dal 22% al 21% per il nuovo residenziale. Soltanto le ristrutturazioni hanno limitato i danni con un mercato che ad oggi vale il 45% del totale (nel 2008 era meno del 38%).

 

Articolo del 24/02/2015

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