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Sciopero Bancari - Adesione al 90% anche in Valle d'Aosta


Con il 90% di adesione in tutta Italia si è chiuso con successo lo sciopero del settore bancario. Stessa percentuale anche in Valle d'Aosta che ha visto tutti gli istuti Bancari chiusi al di fuori di due a La Thuile, ma non per operazioni di sportello, e a Courmayeur.

"Siamo molto  soddisfatti per l'alta adesione anche nella nostra regione - ha detto Stefano Fassoni, segretario generale della Fisac Cgil della Valle d'Aosta - questa è la dimostrazione che quando si è uniti si ottengono grandi risultati per la tutela dei lavoratori e della loro dignità. È stato un forte segnale per chiedere il rinnovo del Contratto nazionale e contro la decisione unilaterale di ABI (Associazione bancaria italiana) di dare disdetta e di non applicare i Contratti collettivi nazionali di lavoro dal 1° aprile 2015".

Uno sciopero voluto fortemente dai lavoratori contro la piattaforma presentata da ABI, un vero “attacco all'area contrattuale”. Alla base della rottura delle trattative per il rinnovo contrattuale, iniziata a novembre, la liberalizzazione degli orari di lavoro voluta, il mancato riconoscimento a tutela del recupero del reale potere d’acquisto del salario, la questione degli inquadramenti, dei trasferimenti selvaggi; una progressiva perdita di diritti legata alla disdetta del contratto collettivo.

“Ci aspettiamo che nei prossimi giorni l’associazione bancaria cambi radicalmente posizione - ha sottolineato il segretario generale della Fisac Cgil Nazionale, Agostino Megale - ritirando le pregiudiziali e riaprendo un tavolo di trattativa sulla base di pari dignità. In ogni caso se tutto ciò non avviene entro due settimane, andremo nuovamente ad una mobilitazione più dura e a un nuovo pacchetto di scioperi, in tutti i gruppi, in tutti i territori e in tutto il paese”.

Manifestazioni si sono svolte nelle piazze di quattro grandi città, Roma, Milano, Palermo e Ravenna e la leader della Cgil Susanna Camusso, presente a quella di Milano, non ha risparmiato critiche forti per la decisione di Abi

"Banchieri milionari e bancari in difficoltà. È evidente che durante la crisi si è scelto di arricchire pochi e lasciare in difficoltà una categoria molto importante perchè‚ da lì dovrebbe passare parte della spinta agli investimenti per la ripartenza del paese”.

“Oggi siamo in piazza con gli altri sindacati - ha sottolineato Camusso - non solo per solidarietà, che è straordinariamente importante, ma anche perché vogliamo che sia chiaro che i lavoratori delle banche non stanno scioperando solo per loro stessi, ma perché pensano di dover essere al servizio del Paese e non della finanza. Non ci siamo dimenticati che quando è iniziata la grande crisi che stiamo ancora attraversando, tante colpe erano della finanza e del sistema bancario. L'obiettivo unico era il profitto immediato, è stato costruito un sistema per cui qualunque borsa sale se ci sono migliaia di licenziamenti, ma non ci si rende conto di cosa vuol dire per l'economia se il sistema del lavoro diventa sempre più povero. Il sistema bancario deve tornare a fare il suo lavoro: cioè dare credito al paese. altrimenti non usciremo dalla crisi. Il vero obiettivo è creare nuove banche al servizio del paese”.

 

Articolo del 31/01/2015

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