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Slc-Cgil: 'Apertura del conflitto di lavoro con MP di Poste Italiane'


“Nonostante tutto la Valle d'Aosta si trova ancora in Italia. E allora ci chiediamo: perché siamo stati abbandonati dall'Azienda?”. A chiederselo è Barbara Capelli, segretario generale Slc Cgil Valle d’Aosta in seguito all’apertura del conflitto di lavoro con MP di Poste Italiane S.p.A della Valle D’Aosta. Capelli racconta i fatti: “A giugno 2020 l'Azienda ha presentato alle organizzazioni sindacali della Valle d'Aosta il progetto che vedeva la razionalizzazione di quattordici uffici della Valle d'Aosta, considerandolo come l'unica soluzione per lo smaltimento delle ferie di tutto il personale di MP durante il periodo estivo, dettato anche da un accumulo di giornate di ferie verificatesi durante la prima ondata di pandemia. A metà giugno le Organizzazioni Sindacali hanno espresso il disappunto sull'elevato numero di uffici postali razionalizzati, che andavano a incidere per quasi il 20% del territorio, proponendo soluzioni alternative e auspicando la riapertura al termine del periodo estivo. Non è mai arrivata alcuna risposta. I mesi passavano e con l'aspettativa di essere coinvolti nei processi, che Poste ha fatto partire in tutta Italia, qui in Valle ci si chiedeva: “parler de civilisation valdotaine peut-il avoir ancore un sens au XXI siècle?”. Quando, improvvisamente a fine 2020 Poste si è ricordata che la Valle era pur sempre nel territorio nazionale e siamo stati investiti da una“valanga” di comunicazioni dove ci vedevamo coinvolti in progetti impraticabili come Hub, Spoke e clusterizzazioni. Nel frattempo siamo di nuovo scomparsi dalla cartina geografica. In nessuna comunicazione aziendale la Valle d'Aosta appariva né per quanto riguarda le riaperture a 6 giorni degli uffici razionalizzati, né per quanto concerne le politiche attive. A quel punto abbiamo chiesto un incontro urgente il 14 gennaio scorso , ma nulla. La Valle d’Aosta non era più “ in Italia”. Il 2 febbraio 2021 abbiamo aperto il conflitto di lavoro. Le richieste del sindacato sono principalmente volte a ricordare che gli sportellisti di MP in Valle d'Aosta sono delle persone. Lavoratori in prima linea anche durante la pandemia. Professionisti che chiedono solo di essere tutelati, ma che spesso in cambio ricevono risposte con toni sufficienti e a volte poco educati. L'educazione, l'informazione, l'elasticità e la ragionevolezza sono tutte caratteristiche che la pandemia non deve portarci via. Il lavoratore deve vedere riconosciuta la dignità e non si dovrebbe mai arrivare al punto di richiederla. La paura e lo stress non devono far ammalare nessuno”.
 

Articolo del 13/02/2021

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