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Slc: 'È stato rivoluzionato completamente il modo di lavorare'


“L'anno 2020 è stato per tutte e tutti un anno di completa rivoluzione e riorganizzazione del modo
di lavorare”. A parlare è Barbara Capelli, segretario generale regionale Slc Cgil, che entra nel dettaglio della situazione in cui si trovano le aziende, di cui si occupa la sua categoria.

Poste
Nonostante sia stato un anno di paura e incertezze Poste Italiane ha continuato ad essere una delle poche aziende, che non ha licenziato, anzi ha continuato a portare avanti gli accordi sulle politiche attive. In Valle d'Aosta i servizi postali - formati da una squadra di lavoratori volenterosi – non si sono fermati neanche nel pieno della prima ondata di pandemia. I portalettere e lo staff hanno continuato a lavorare in prima linea, andando a consegnare la posta a casa delle persone, nonostante la consapevolezza di trovarsi davanti al virus tanto temuto. Anche nell'altra divisione, quella di Mercato privato degli sportellisti, tutti i lavoratori sono stati sempre coraggiosamente in prima linea ogni mattina, impiegati ad affrontare la gente comune, con estrema paura da entrambe le parti. Anche Poste si è dovuta organizzare e dopo un primo ritardo nella fornitura dei DPI tutti i lavoratori sono stati messi in sicurezza. Ora però in Valle ci troviamo ad affrontare nuove sfide professionali, da una parte l'impegno dell'Azienda ad aprire entro l'anno in corso un nuovo centro di recapito, dove saranno riuniti tutti i ptl della Bassa Valle e dall'altra la chiusura a tre giorni di 13 uffici postali sparsi in tutta la regione. La chiusura a giorni alterni era stata dettata da una razionalizzazione estiva, che in parte tocca gli uffici tutti gli anni, ma che poi è proseguita fino ad oggi cavalcando l'onda della pandemia. Quindi l'obiettivo di quest'anno del sindacato è di portare a compimento queste due grandi missioni, quella di far aprire prima possibile il nuovo centro di recapito in sicurezza, così come fare riaprire i 13 uffici postali chiusi a giorni alterni, in modo che tutta la popolazione valdostana torni a poter usufruire del servizio professionale in ogni comune tutti i giorni e per fare in modo di ripristinare un apparente ritorno alla normalità dei lavoratori di Poste, che tanto hanno dato a questa azienda in termini di professionalità e sensibilità. A livello nazionale aspettiamo il rinnovo del Contratto.

Rai
Dopo lo sforzo delle elezioni Rsu/Rls svoltosi l'anno scorso, l'impegno è stato quello di
mantenere unita la squadra della Rai con un costante confronto e raffronto con il Coordinamento nazionale. Anche la sede della Rai della Valle d'Aosta ha adottato fin da subito i protocolli nazionali sulla sicurezza, che hanno permesso ai lavoratori di sopravvivere a quest'emergenza. Siamo ora in una fase di trasformazione lavorativa, alla quale questa Azienda si è dovuta adattare nel modo di approcciarsi con i nuovi strumenti. Anche se la sede di Aosta si trova in un apparente clima di calma, prestiamo, comunque, attenzione al “pezzo”nazionale, dove sindacalmente chiediamo un cambio di passo da parte di tutti. A livello nazionale la Slc si vuole sottrarre al gioco di rispondere a dichiarazione attribuite da qualche organo di informazione all' Amministratore Delegato, riguardanti presunti piani di revisione del perimetro occupazionale, poi smentite dall'Azienda stessa. I conti del 2020 - e a quanto sembra del 2021 - non vanno bene, ma ancora non si parla di un piano industriale, procedendo così di fatto a tentoni, minacciando chiusure di canali a caso. L'Azienda a livello nazionale non ha neanche iniziato un'analisi su come pensa di affrontare i processi di digitalizzazione e la competizione con le nuove piattaforme. La Slc Cgil pensa davvero che sia arrivato il momento di affrontare i temi che riguardano il futuro della Rai.

Grafici
L'emergenza sanitaria ha impattato in maniera pesantissima su quei pochi insediamenti industriali presenti in Valle. Tutte le nostre “micro” imprese, che applicano il contratto Grafici ha collocato i lavoratori in cassa integrazione. Il consenso che riceviamo dai lavoratori, spesso privi di tutela sindacale, ci incoraggia a proseguire il percorso avviato. La Segretaria regionale anche in questo caso ha dovuto presenziare ai primi momenti di panico e incomprensione con i lavoratori, che nonostante la crisi del settore, fino all'anno scorso avevano continuato a lavorare, e si sono trovati a vivere preoccupanti momenti di incertezza lavorativa. È giunta da pochissimi giorni la notizia, che è stata finalmente firmata un'intesa per il rinnovo del contratto nazionale scaduto nel 2015. Un risultato ottenuto dopo una lunga e complicata trattativa con le parti datoriali. Un'ottima notizia che permette di ristabilire la continuità contrattuale e di rientrare nelle regole, dando una risposta significativa ai lavoratori in un momento di trasformazione e transizione digitale.

Impianti sportivi
Settore estremamente frammentato in piccoli impianti sparsi in tutta la Regione- piscine, palestre terme. Abbiamo una significativa rappresentanza in rapporto agli addetti. Anche in questo settore la pandemia ha creato gravi problemi occupazionali. Riteniamo opportuno continuare a promuovere azioni mirate per entrare in una realtà, dove il sindacato è spesso sconosciuto e dove la precarietà e il lavoro atipico ha una larga diffusione. Questo settore continua anche quest'anno a vivere una chiusura forzata, che porta gli impianti della valle a vivere un'incertezza professionale, che crea gravi difficoltà. Il sindacato sta procedendo ad un costante e continuo colloquio con il Governo, partecipando ad audizioni, caratterizzate da punti chiave, come il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo. Ci sono stati nel 2020 risposte deboli di sostegno a questi lavoratori che si trovano ad affrontare uno stop forzato da un anno ormai e con pochissimi segnali di speranza.

TIM eTCC (Telecontact Center)
In Valle d'Aosta vi sono due piccole sedi di queste due aziende. Una di Tim e una di Telecontact
Center, assorbita da Tim a Pont Saint Martin. La maggior parte dei lavoratori di queste aziende è stata messa in smart working sin da subito. In particolare tutti i lavoratori del call center di Tim, cioè la Tcc di Pont-Saint-Martin e i lavoratori amministrativi della sede di Tim. Tutti tranne i tecnici di Tim, sempre in prima linea sia a casa delle persone che nelle strutture ospedaliere, pronti a fronteggiare i vari problemi tecnici. Anno orribile per questi lavoratori, che hanno affrontato, quotidianamente, la paura in prima linea. L'azienda ha fatto di tutto dal punto di vista dei Dpi, ma per i tecnici operanti sul territorio valdostano -, che devono entrare nella casa della gente tutti i giorni-, la paura di entrare in contatto con il virus è la componente costante, che ha accompagnato i lavoratori in questo anno di pandemia. Finalmente a novembre è stato firmato il rinnovo del Contratto delle Telecomunicazioni , nel quale sono state rinforzate le tutele di tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, agendo sui vari istituti. Nel complesso si è raggiunto un risultato pienamente in linea con la piattaforma “rivendicativa”
del 2018. Una nuova parte normativa, rivolta al futuro professionale di un settore particolarmente coinvolto dai processi di digitalizzazione. La parte economica prevede aumenti reali per tutti i livelli, respinge il modello del welfare sostitutivo dell'incremento dei minimi e favorisce, oltre al recupero dell'inflazione, la re-distribuzione della produttività generale del settore.

SINAGI
Dopo un periodo di semi - inattività, ci stiamo nuovamente inserendo a pieno titolo, in virtù dell’affiliazione nazionale, in una fase di rilancio nella nostra regione di questa particolare struttura. La valenza politica di tale attività è tutt'altro che secondaria, vista la sua capillare diffusione sul territorio valdostano, che comporta un quotidiano lavoro di tutela verso i rivenditori a totale carico politico della nostra struttura. Tale lavoro si svolge, mantenendo i rapporti con i rivenditori, risolvendo quotidianamente i contenziosi e la micro-conflittualità, che periodicamente si crea con i distributori dei prodotti editoriali e la Fieg. Il nostro costante impegno, anche come SLC, ci ha messo al riparo dalle fughe verso altre sigle sindacali ( che si occupano del settore), come invece è avvenuto nel corso di questo anno in diverse realtà.

 

Articolo del 06/05/2021

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