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TIM, un mese per evitare uno scempio che rischia di produrre migliaia di esuberi


L'attivo unitario delle RSU Confederali del gruppo TIM, congiuntamente con le Segreterie Nazionali e territoriali della SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, esprime una forte preoccupazione per quanto sta avvenendo nelle aziende del Gruppo.
La rinnovata debolezza della governance del Gruppo TIM e il fallimento degli impegni presi dalla Cassa Depositi e Prestiti e dal Governo nell’agosto del 2020 (memorandum Rete unica) oggi fanno emergere prepotentemente l'ipotesi dello smembramento dell'azienda e del Gruppo in nome di non si sa bene quale utilità per TIM, per il Paese e la sua digitalizzazione.
TIM è un’azienda strategica, già drasticamente ridimensionata da operazioni finanziarie, che non può e non deve essere definitivamente distrutta. L'Italia, se vuole avere un ruolo continentale nel mercato delle TLC, non può rinunciare ad avere un "campione nazionale" a controllo pubblico. Di questo devono farsi carico le Istituzioni e tutte le forze politiche. Abbiamo davanti un mese per evitare uno scempio che rischia di produrre migliaia di esuberi. Tutto questo va evitato!

Per questi motivi, il partecipato, attivo odierno ha deciso di:

organizzare nelle prossime due settimane assemblee in tutti i settori dell’azienda e delle sue società controllate per informare capillarmente le migliaia di lavoratrici e lavoratori (oltre 42.000) occupate/i nel Gruppo su quanto sta avvenendo e costruire con loro, partendo dal documento unitario del 25 gennaio, una fortissima mobilitazione unitaria;
impegnare le Segreterie Nazionali e territoriali a costruire contemporaneamente momenti di confronto pubblico con rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche sul destino di Tim e del suo Gruppo, sul futuro dell’intero settore delle TLC e della digitalizzazione del Paese;

impegnare le Segreterie Nazionali a confrontarsi da subito con l'attuale dirigenza di TIM sul costruendo piano industriale coinvolgendo costantemente le RSU e con esse i lavoratori e le lavoratrici;

affidare alle Segreterie nazionali un primo pacchetto di sciopero di otto ore con il blocco delle prestazioni straordinarie, e l’indizione di manifestazioni che si potranno svolgere compatibilmente con l'emergenza sanitaria, da proclamare alla prima data consentita dalla legge, là dove non emerga con chiarezza, già nei prossimi giorni, l’impegno dell’Amministratore Delegato a non prevedere lo scorporo di settori aziendali (lo “spezzatino”) nel prossimo piano industriale del 2 marzo. 

Articolo del 04/02/2022

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