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Verso il rinnovo del CCNL, Graziola (Fiom Vda): 'Se non c'è salario, non c'è contratto'


Venerdì 5 luglio si è svolta a Roma nella sede della Fiom nazionale una riunione in cui hanno partecipato i Segretari regionali e territoriali Fiom. L'incontro è stato l'occasione per avviare la discussione sul rinnovo del CCNL dei metalmeccanici in scadenza a fine novembre.
Si pensava che la discussione sul contratto iniziasse a luglio, mentre negli ultimi giorni Federmeccanica è intenzionata a discutere del rinnovo a partire dal mese di ottobre.
Il punto di partenza è di trovare un'intesa fra le tre sigle sindacali in modo da proporre a Federmeccanica una piattaforma unitaria, perché l'obiettivo è quello di evitare in tutti i modi di arrivare in trattativa e, soprattutto dai lavoratori, con piattaforme separate.
I temi che la Fiom ritiene al centro del rinnovo contrattuale sono:

Salario diretto ( busta paga lorda): con il passato rinnovo si era utilizzato l'indice Ipca (l'indice utilizzato per rilevare la misura dell'inflazione comparabile a livello europeo), ora, invece, ci deve essere un aumento che tenga conto dell'inflazione, oltre a un recupero del potere d'acquisto dei salari. La cifra si aggira intorno ai 150€ nei 3-4 anni della durata del contratto, che potrebbe diventare elemento di discussione.
La Uilm ha già comunicato ufficialmente su un suo documento l'intenzione di chiedere un aumento dell' 8% (cifra che si avvicina a quella ipotizzata dalla Fiom). La Fim vuole mantenere l'impostazione del Ccnl in essere, utilizzando come indicatore l'Ipca che nei tre anni a venire sarà intorno al 3,2%.

Inquadramento ( i livelli professionali): tema delicato visto che nell'ultimo contratto firmato si dsarebbero dovute cambiare le modalità di una nuova classificazione delle professioni (argomento di cui non si è neanche iniziato a discutere). "Ora come più volte  ho detto anche io - spiega il segretario della Fiom Vda Fabrizio Graziola - è necessario cambiare le modalità di classificazione, visto che alcune professioni stanno sparendo e altre sono nate con industria 4.0, ma non sono contemplate nell'attuale CCNL".

Welfare: la Fiom non intende chiedere altro, mantenendo Previdenza complementare e Metasalute, senza focalizzare l'attenzione sugli una tantum dell'attuale ( i buoni welfare sono 100, 150 e 200 euro annui). Questo è il cavallo di battaglia della Fim.

Mercato del lavoro: il mondo degli appalti deve cambiare, non è accettabile la continua ricerca delle gare al ribasso senza che la ditta appaltante abbia responsabilità su condizioni economiche e di sicurezza dei lavoratori delle ditte appaltatrici.
Inoltre si deve trovare una soluzione sul dilagare dei contratti di prossimità ( ex art 8 D. L. 13 agosto 2011 n° 138) utilizzati per superare il Decreto “dignità” che fissa nei 24 mesi la durata dei CTD ( contratti a tempo determinato) e in somministrazione ( interinale) poi assunzione o licenziamento.

Orario di lavoro: contrattazione preventiva legata all'innovazione.

"Per quanto riguarda, invece, - chiosa Graziola - il percorso democratico, si dovrebbe utilizzare quello adottato nel 2008. Assemblee dei 500 per la discussione, percorso assembleare con i lavoratori per accettazione piattaforma, trattativa con Federmeccanica, infine referendum in tutti i luoghi di lavoro per avere il mandato con l'obiettivo di giungere alla firma del Ccnl".
 




Articolo del 10/07/2019

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