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X° Congresso della Funzione Pubblica, Carmela Macheda Confermata alla Segreteria


" Abbiamo sempre cercato di parlare ai lavoratori come a degli uomini, di parlare al loro cervello e al loro cuore, alla loro coscienza. In questo modo il sindacato è diventato scuola di giustizia, ma anche di democrazia, di libertà, ha contribuito a elevare le virtù civili dei lavoratori e del popolo." L. Lama

Si è svolto l'11 marzo, a Nus, alla presenza del Segretario Nazionale Fabrizio Fratini il X° congresso regionale della Funzione Pubblica - Cgil della Valle d'Aosta, che ha visto la riconferma a Segretario Generale di Carmela Macheda.

La Funzione Pubblica organizza e tutela i lavoratori: dello Stato, delle Agenzie Fiscali, del Parastato (INPS, INAIL, ACI, CRI, ecc...), della Sanità pubblica e privata, degli Enti Locali, delle Aziende, del settore socio sanitario assistenziale educativo privato, dell'Igiene Ambientale pubblica e privata, indipendentemente da ogni opinione politica, convinzione ideologica o fede religiosa e dall' appartenenza a qualsiasi gruppo etnico, pone, inoltre, alla base del suo programma e della sua azione i princìpi della Costituzione della Repubblica Italiana, considerando fondamentale per la sua attività la fedeltà alla libertà ed alla democrazia e considera l'unità sindacale valore strategico e fattore determinante di rafforzamento del potere contrattuale delle lavoratrici e dei lavoratori.

"Questo congresso si svolge in un momento di gravissima crisi economica e sociale - dice Carmela Macheda, aprendo i lavori del Congresso - che interessa il mondo intero e che impone alla Cgil, la più grande forza sociale del nostro Paese, un impegno ancor più forte ed incisivo per fronteggiare questa drammatica situazione. sono tempi durissimi in cui siamo incastrati in piena crisi economica, tensioni sociali, crisi politica, crisi di valori, tutto ciò rende, da un lato certamente più difficile il nostro impegno, ma dall'altro lo rende ancor più necessario e forte, senza consentirci alcun risparmio di energie! Senza il sindacato,e, quindi, senza di noi, la democrazia non esiste più".

Durante l'esposizione non è mancata un'analisi della situazione politica nazionale, partendo dall'elezione del Presidente della Repubblica dell'aprile scorso, dove è stata evidenziata l'incapacità del Parlamento, dei partiti politici e della classe dirigente di funzionare in modo adeguato ma soprattutto uno sguardo alla portata della crisi sui conti pubblici dove "nel 2013 il PIL è sceso dell' 1,9%, i consumi del 2,6%, gli investimenti del 4,7%, la spesa delle famiglie per l'abbigliamento è diminuita del 5,2%, quella per la sanità del 5,7%, quella per gli alimenti del 3,1%, però è calato lo spread e questa notizia viene fornita come una vittoria importantissima, poco importa che nel frattempo il debito pubblico sia aumentato di un bel po', passando dal 127% nel 2012 al 132,6% nel 2013!. Se non si metteranno nelle tasche degli italiani, e prima di tutto dei lavoratori e dei pensionati, risorse, la ripresa dei consumi ritarderà con gravi danni per l'economia nazionale. Le politiche restrittive e di bilancio sono state un errore. Le politiche neo liberiste dei governi Berlusconi e Monti hanno fallito i loro obiettivi: la spesa pubblica è continuata a crescere e siamo precipitati nella deflazione".

Una situazione nazionale quindi tutt'altro che rosea, dove "i dipendenti pubblici sono stati utilizzati come simbolo di un modello sociale costoso e clientelare, da ridurre o tagliare, e non come risorsa sociale e professionale".

Nel sistema pubblico lavorano 3.000.000 di addetti e la perdita salariale pro - capite dal 2010 al 2014 è stata di circa 260 euro medi mensili, con un totale di oltre 4.100 euro derivanti dal solo mancato adeguamento delle retribuzioni al costo della vita. Sono stai inoltre dal 2007 ridotti 300.000 posti di lavoro corrispondente all'8% del loro numero iniziale, con un risparmio di spesa di quasi 6 miliardi di euro per le casse dello Stato cui si deve aggiungere il risparmio dovuto al congelamento della contrattazione collettiva nazionale.

Per la Valle d'Aosta, il Segretario della Fp Regionale parte dall'analisi del welfare dove sottolinea come "la sanità regionale è rimasta fino ad oggi un fiore all'occhiello da tutti indicato a titolo di esempio per qualità dei servizi resi. In questi ultimi anni tuttavia la sanità della Valle d'Aosta ha subito dei tagli consistenti, pari a circa 27.000.000 di euro, corrispondenti al 9% del bilancio annuale, per il che sarà necessario rivisitare, per il futuro prossimo, l'attuale sistema regionale. Si impone una seria riflessione in merito al livello qualitativo di sanità che possiamo permetterci ed in merito a quale distribuzione debba avere sul territorio, rendendo strategica, ove possibile, la domiciliarità dell'assistenza, istituendo e promuovendo la figura dell'infermiere di famiglia, valorizzando le professioni sanitarie, definendo la "mission" dello stabilimento ospedaliero prima di procedere alla costruzione del nuovo ospedale, E' necessario tendere ad una corretta, articolata e completa organizzazione sanitaria e di prevenzione alla salute".

Dalla sanità alla finanziaria regionale che è stata approvata "indicando solamente il totale complessivo dei tagli da apportare su ogni macrosettore non definendo in un disegno di riorganizzazione organico e complessivo le singole tipologie di intervento, ma demandando all'esclusiva competenza della Giunta Regionale, meglio ai singoli assessori interessati, le modalità e le tipologie di tagli da operare".

Sono tanti gli enti che la Fp segue nella regione, ma in particolare nell'ultimo periodo il J.B.Festaz di Aosta ha tenuto banco, e sul quale il sindacato sta tenendo i fari puntati "Presso la Casa di Riposo J.B. Festaz, l'amministrazione regionale ha chiesto di porre in essere per il presente anno un'importante risparmio: la Casa di Riposo ha nel giro di una settimana abolito il servizio infermieristico notturno, fatta eccezione per la RSA, riducendo i propri costi, ma aumentando quelli del servizio sanitario del 118, al quale si rivolge costantemente per sopperire all'abrogato servizio interno. Quest'operazione non si riduce forse in una semplice operazione di spostamento dei centri di costo? Certo è che la spesa complessiva per la garanzia del servizio non solo non si è affatto ridotta, ma bensì è aumentata. Le Segreterie Regionali di categoria, unitariamente ai sindacati dei pensionati di tutte le confederazioni, si sono opposte fermamente a questa insana scelta datoriale, per il che confronto, a volte estremamente acceso, è ancora in corso".

Dal blocco dei contratti ed il turnover all'Ivat, che ha chiesto la sottoscrizione di un contratto di prossimità che prevedesse la possibilità di assumere il 100% del personale dell'area commerciale con contratto di somministrazione, in violazione del limite massimo previsto dal contratto collettivo di riferimento, tante le lotte e le battaglie vinte in questi quattro annie tante ancora da combattere per la Funzione Pubblica della Cgil.

E sull'Associazionismo dei Comuni, argomento all'ordine del giorno del dibattito politico regionale e nazionale, Carmela Macheda evidenzia che "la Cgil guarda da tempo con interessa l'associazionismo dei comuni. E' una necessità sempre più impellente per gestire in forma efficace i servizi e per dare rappresentanza ai territori oggi divisi in miriadi di piccole entità amministrative. Credo che sia necessario diminuire il numero dei comuni, accorpandoli, differenziando, però tra comuni montani e gli altri e questo al fine di evitare in un territorio quale il nostro lo spopolamento dei siti montani. L'argomento verrà trattato all'interno della categoria per definire una posizione ufficiale della Fp"

"Io credo che - conclude il Segretario Regionale della Fp - se impariamo dalle nostre radici, vale a dire dal riconoscimento del lavoro quale diritto e quale fondamento edificante della persona umana, come dice mia figlia "Ce la facciamo a farcela!, anche questa volta".

Dopo la relazione del Segretario generale si è aperto il dibattito che ha visto la partecipazione dei tanti delegati. Graziano Tacchella ha posto l'accento sulla situazione della sanità valdostana, evidenziando come "la sanità valdostana ha subito in questi due ultimi anni tagli per circa 27 milioni di euro pari al 9% del bilancio. Tagli consistenti che obbligheranno nei prossimi anni ad una rivisitazione del sistema sanitario regionale. Il tema della sostenibilità economica, quindi, diventa cruciale per la definizione degli scenari futuri. Le nuove scelte di programmazione sanitaria dovranno essere affrontate a partire dai bisogni di cura della nostra società".

Ha preso poi la parola Igor De Belli  che ha affrontatoil delicato tema dei comparti socio assistenziali, del sistema sanitario privato, dell'igiene ambientale concludendo con uno sguardo all'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso "L'anno in corso si sta delineando come quello di una svolta epocale. I tagli di bilencio piuttosto consistenti potrebbero gravare su tutte le aree del disagio e dell'assistenza. A tutt'oggi l'entità reale è ancora approssimativa. Sugli asili il taglio preventivato è compreso tra i 700.000 ed il milione di euro, mentre sugli anziani la cifra è tra i 3 e i 4 milioni, non è chiaro quanto il ben noto taglio di 20 milioni al bilancio dell'Ausl possa gravare sugli ambiti di confine. Preoccupa che il sistema del welfare locale, il cui prestigio è a tutt'oggi riconosciuto dalla politica , come dagli utenti e dalla cittadinanza tutta possa rischiare ridimensionamenti insostenibili per il suo funzionamento  e le ripercussioni che potrà avere sull'utenza".

Hanno partecipato al dibattito,portando interessanti spunti per il documento politico che segna la via della categoria per i prossimi anni, Antonella Barellà, consigliera di parità, Giancarlo Rosso, Carlo Finessi, Anna Castiglion, Walter Malazzale, Alexandre Glarey, che, insieme a Michelina Cottone, ha sostenuto il secondo documento congressuale presentato da Cremachi e Claudia Bionaz.

Dopo l'intervento del Segretario Regionale della Cgil Domenico Falcomatà, ha concluso il dibattito il Segretario Nazionale Fabrizio Fratini.

"Nel pubblico impiego ci hanno tolto tutto, eccetto le Rsu,oggi tutti i contratti che vengono firmati o no vengono discussi con i lavoratori e votati. certifichiamo gli iscritti e la nostra rappresentanza questo perchè siamo un'organizzazione seria che fonda la propria azione per i lavoratori. Noi chiediamo alla politica, ai dirigenti del nostro paese regole certe, perchè le regole tutelano tutti. La Cgil ha proposto un piano per il lavoro serio che dà risposte concrete e tutele vere ai lavoratori.
Dal governo ci aspettavamo di più per cercare di risollevare l'economia del paese, fino ad oggi sono state fatte scelte inadatte e l'unico settore sul quale si pensa di risparmiare è il personale. Mi ha molto colpito il taglio che la vostra regione ha applicato al settore sanitario, nel nostro paese invece di creare rete, si è creta concorrenza nei territori portando una struttura contro l'altra creando difficoltà nella gestione e nella resa del servizio ai cittadini. La crisi e la gestione economica dei governi passati ha portato ad una situazione di vera difficoltà molte famiglia italiane, e molti lavoratori, anche del nostro comparto, basta pensare che uno stipendio di 960 euro al mese per l'Unione Europea è soglia di povertà. La politica deve cambiare, deve dare risposte immediate ai lavoratori, bisogna pensare al ruolo pubblico dell'economia che pensi ad una vera distribuzione del reddito




Articolo del 15/03/2014

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