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XXVI° Congresso della Fiom, Monti 'La Crisi non è Solo Economica ma anche Drammaticamente Sociale'


Tecdis - 269 lavoratori, Zinco Celere -150 lavoratori, F.I.A. - 70 lavoratori, Elelys - 60 lavoratori, questi sono solo alcuni numeri della crisi che ha colpito il settore industriale valdostano. Dati che hanno alimentato il dibattito al XXVI° Congresso della Fiom - Cgil della Valle d'Aosta riunito a Montjovet, lunedì 17 marzo.

La disoccupazione è tornata ai livelli degli anni '50 – ha detto il Segretario Generale della Fiom Enrico Montiquota 13%, con un tasso doppio rispetto a quello di prima della crisi, in particolare quella giovanile, dai 15 ai 24 anni, è la più alta d'Europa essendo oltre il 40%. I Lavoratori espulsi dal processo produttivo negli ultimi 5 anni sono quasi un milione, 984.000, di cui la maggior parte nel settore manifatturiero, così distribuiti per Regioni: più di 100.000 in Lombardia, sui 60.000 nel Veneto, oltre 50.000 in Piemonte e circa 40.000 in Emilia Romagna, per citare le situazioni più rilevanti quantitativamente. E' come sefossero scomparse in un sol colpo aziende come Fiat, Enel, Eni e Telecom”.

Sembrano i numeri di un campo di battaglia, ma purtroppo è la realtà che la crisi ha portato in Italia e anche in Valle d'Aosta, una perdita di posti di lavoro che ha anche un impatto sociale non indifferente.

“Sul piano sociale – continua Monti – la situazione è drammatica perchè a chi ha perso il lavoro, e, quindi, reddito, bisogna aggiungere chi ha livelli di reddito da lavoro o da pensione, insuficienti, tali da provocare un forte disagio economico, se non, addirittura, la povertà. Fasce sempre più alte della popolazione fanno fronte con gravi difficoltà a bisogni essenziali come riscaldarsi adeguatamente, il 18%, avere una dieta adeguata dal punto di vista nutritivo, il 12%, pagare l'affitto e le bollette, il 14%. Il rischio povertà e/o esclusione sociale coinvolge più di un quarto della popolazione italiana”.
Un'analisi attenta che non ha mancato di porre l'attenzione anche sulla pressione fiscale che ha raggiunto “punte altissime con una progressione a partire a partire dal 1999, negli ultimi due anni ha superato il 44% del PIL, deprimendo ulteriormente i consumi e gravando sui soggetti più esposti al prelievo fiscale che sono i lavoratori dipendenti e pensionati. L'istituto di ricerca della Cgil, l'IRES, ha calcolato che tra il 2007 ed il 2013 il prelievo fiscale, per chi ha mantenuto un salario, è aumentato sia per l'innalzarsi delle aliquote addizionali regionali e comunali sia per effetto del fiscal drag: aumenta l'inflazione e col sistema delle aliquote progressive aumenta anche il carico fiscale. Tradotto in moneta il maggior contributo versato negli ultimi sei anni è stato pari a 3600 € per single e famiglie. Si conferma che i primi a pagare le conseguenze della crisi economica e sociale sono i lavoratori ed i pensionati, ai quali si seguitano a chiedere sacrifici come se una pensione o un reddito da lavoro dipendente possano essere un pozzo da cui attingere all'infinito e non in nome dell'equità ma della facilità con cui raggiungere l'obiettivo”.

Dopo un'attenta analisi sulla situazione finanziaria ed industriale italiana, e su come ha affrontato la crisi un paese d'oltre oceano come gli Stati Uniti d'America dove l'amministrazione Obama e la Federal Reserve aggredirono la crisi con una maxi manovra di investimenti pubblici anti recessione, la relazione di Enrico Monti punta i riflettori sulla situazione Valdostana.

Vorrei sfatare una diceria a proposito della debolezza congenita, insita nel sistema industriale valdostano. Non sono d’accordo, non solo perché fino agli anni 80’ gli occupati nell’industria tutta (siderurgica, metalmeccanica, chimica, tessile ed edilizia) era preponderante nel mercato del lavoro regionale ma ancor adesso, con una popolazione di soli 128.000 abitanti, in Valle d’Aosta è presente tutta la tipologia delle aziende della compagine metalmeccanica.
La siderurgia con la Cogne Acciai Speciali; l’automotive con la Tecnomec, la Brabant Alucast e l’MdM di Chatillon; l’Information Tecnology con Engineering, Dora e Core informatica; il settore “in house” con IN.VA che nel panorama dei servizi per la pubblica amministrazione e non solo sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante; la produzione di articoli per gli sport di montagna con Grivel, ABC Company e SpF Scott; per il settore dell’elettronica con la GPS Standard e la Datalogic; la meccanica di precisione con la Thermoplay; gli appalti telefonici con Alpitel ed Heresaz.
Quindi, l’industria in senso lato ha sempre rappresentato uno degli elementi portanti dell’economia valdostana e vorremmo che continui ad esserlo anche nel futuro, perché un sistema economico è equilibrato quando non è monotematico ma si regge grazie alla presenza, seppure diversificata, dei tre settori portanti: primario (agricoltura), secondario (industria) e terziario cioè turismo più servizi”.


Quindi un'industria ben presente nel tessuto regionale ma che negli ultimi hanni sta soffrendo una conguntura economica che non ha  risparmiato nessuno.


“Conferma la rilevanza della crisi l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nell’industria in senso stretto: il boom è stato nel 2009 con oltre 1 milione e 400 ore tra cigo, cigs e cassa in deroga, con una decrescita nel 2010 e 2011 ed un aumento nel 2012; in media nel quinquennio circa 400 lavoratori dell’ industria hanno fruito dei vari tipi di ammortizzatori sociali.
Cifra considerevole visto che il numero degli occupati del settore è sui 5000 addetti.
Significativo l’utilizzo della cig in deroga, in essere dalla fine del 2009, da parte del settore industriale è stato pari al 54% delle risorse disponibili. Si tratta di aziende artigiane per le quali il ricorso alla cassa in deroga ha significato evitare licenziamenti.
Rilevante il ricorso alla mobilità (circa 2000 lavoratori di tutti i settori), progressivamente liquidata con supponente superficialità dall’ex Ministro Fornero, che negli anni della crisi ci ha consentito di evitare il peggio, cioè il licenziamento dei lavoratori più giovani, gestendo la mobilità in termini di scelta volontaria da parte dei lavoratori prossimi alla pensione.
La mobilità in deroga ha interessato un centinaio di lavoratori, per lo più del settore industriale, ed ha anche garantito un’importante tutela economica agli esodati: quei lavoratori senza posto di lavoro, perché collocati in mobilità, e privi di pensione in virtù delle manomissioni sul sistema previdenziale messe in atto dai Ministri Maroni e Fornero.
Più in generale, la crisi in Valle d’Aosta si è manifestata con una significativa contrazione dei consumi delle famiglie, nel 2012 pari a meno 3%; una forte riduzione degli investimenti fissi lordi meno 9% nel biennio 2011/2012 ed un tasso d’inflazione medio negli ultimi anni del 2,9%”.

Gps Standard, Set, Xerox, Sea, Olivetti I-Jet tanti i lavoratori che la Fiom ha seguito in questi difficili anni e per i quali è riuscita a vincere molte battaglie sociali e lavorative.

Responsabilità sociale d'impresa, Fiat, Rsu, sono alcuni degli argomenti approfonditi, come il contratto collettivo per il quale Monti evidenzia “se un sindacato, dalla somma degli iscritti e dai voti ottenuti nelle elezioni delle RSU, supera il 5% di rappresentanza sul piano nazionale della sua categoria è legittimato a partecipare alla contrattazione collettiva.
Per cui il prossimo anno, allo scadere del contratto separato dei metalmeccanici, la Fiom potrà tornare a sedersi al tavolo per il rinnovo del contratto nazionale da cui è stata esclusa per ben due volte, non avendo sottoscritto accordi che non riteneva confacenti alle esigenze dei metalmeccanici” .
“Il mio auspicio è che il sindacato, nel suo insieme, possa passare da una fase in cui si occupa solo di emergenze occupazionali ad un’altra dove le priorità siano: implementare e rinnovare i contratti integrativi aziendali, stabilizzare il personale precario... - conclude il Segretario Generale della Fiom della Valle d'Aosta - in poche parole, più diritti a più lavoratori. La premessa è, però, che tutti credano, operando di conseguenza, al futuro del settore industriale nella nostra Regione”.

Al congresso era presente l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Pierluigi Marquis.

“Viviamo in un momento senza precedenti – ha detto l'Assessore Marquis – in 5 anni l'Italia ha perso il 25% della sua produzione, rimanendo comunque il secondo paese industriale a livello europeo. Un'Europa che fatica ad uscire dalla crisi e che ha chiesto di puntare dal 15 al 20% di PIL sulla politica industriale per i prossimi anni. Energia, infrastrutture e burocrazia soffocano la ripresa del Paese”.
“La Valle d'Aosta – continua l'Assessore alle Attività Produttive – ha un'economia più fragile che soffre un problema strutturale, negli anni abbiamo visto cessazioni di attività per le quali mai ci si sarebbe immaginati una chiusura. Questo è un momento importante per dare uno slancio allo sviluppo industriale, ci troviamo infatti tra due programmazioni europee, le risorse quindi vanno gestite al meglio per dare il giusto impulso al settore, pensando soprattutto all'occupazione. La prossima settimana la giunta delibererà il documento di “specializzazione intelligente”, chiesto dall'europa, che darà più opportunità alle aziende di poter investire e cercare una maggiore competitività nel quadro europeo.
Dobbiamo cominciare a creare una forte rete tra università ed incubatori d'impresa fuori dai confini regionali, in un approccio nuovo che creerà sicuramente più opportunità per il tessuto produttivo regionale”.


“Tutti insieme
– conclude Marquis – dobbiamo collaborare in modo nuovo per dare concretezza allo sviluppo Italiano e Valdostano. Solo attraverso l'innovazione tecnologica potremo dare sviluppo ad un nuovo sistema industriale”.

Hanno portato i loro saluti Fausto Renna della Cisl e Edy Paganin del Savt.

Durante il dibattito che ha visto la partecipazione di molti delegati sono stai tanti gli argomenti toccati che riguradano vari settori del comparto industriale valdostano, la crisi, l'unità sindacale e il futuro della Fiom nel panorama regionale e nazionale.

“La crisi non ha portato solo un problema economico – ha detto Fabrizio Graziolama anche sociale che alimenta tensioni e che a volte trasforma gli amici in nemici. Il sindacato segue la società, si trasforma con essa e ne assorbe le difficoltà. Dobbiamo pensare alle persone, ai lavoratori, il nemico è la disoccupazione, le morti sul lavoro, la povertà, è contro tutto questo che si deve fare un grande sforzo aprendo i nostri orizzonti, ammodernandoci per affrontare nel modo più efficace questi grandi ostacoli. La lotta va spostata a livello europeo, creando un sindacato che difenda i lavoratori di tutta l'unione, che dia uniformità alle regole che oggi mancano, bisogna che tutti i lavoratori abbiano gli stessi diritti, non è possibile che ci siano paesi di serie A e paesi di serie B, con stipendi e diritti diversi per ogni nazione”.

Flavia Bego, ha portato la sua esperienza riguardo all'azienda informatica per la quale lavora, sottolineando come “negli anni si è solo pensato al profitto, gli incassi sono aumentati ma la qualità del lavoro è peggiorata, i lavoratori non stanno più bene. Il sindacato sono le persone, sono i lavoratori ed è per noi stessi, per i diritti di tutti che dobbiamo stare compatti per affrontare le sfide. Dal dopo guerra ad oggi la situazione è nettamente peggiorata, dai rapporti sociali a quelli lavorativi, dalla situazione economica a quella industriale. La Fiom deve ripartire mettendo al centro persone e diritti, non è possibile sovvenzionare aziende che poi delocalizzano, vanno fatte le pulizie di primavera, mettere fuori gli acari e dare respiro a tutti”.

Ha poi preso la parola Massimo Idonele giovani generazioni devono sentirsi parte del sindacato, partecipare alle riunioni, fare squadra, vedere le necessità dei lavoratori ed operare per questo. “La democrazia e la libertà ci sarà finchè anche il mio peggior nemico potrà esprimere il suo pensiero”, questa frase è bellissima e rende l'idea di che cosa voglia veramente dire democrazia, dobbiamo pensare ad una riorganizzazione statutaria perchè non è possibile che venga presentato un documento congressuale che non sia di una minoranza qualificata, se non è qualificata è giusto che si adegi alle scelte della maggioranza”.

Orfeo Cout ha poi ripercorso la storia del sindacato dall'800 ad oggi sottolineando come “la storia del sindacato è la storia del nostro paese. Abbiamo un problema generazionale non indifferente, l'evoluzione economica e lavorativa del nostro paese e dell'Europa ha fatto sì che i giovani siano sempre più precari, non trovino un lavoro fisso e quindi non riescono a capire l'importanza del sindacato e delle lotte che ha combattuto. Lotte importanti che negli anni hanno portato alla tutela dei diritti, alla scomparsa del lavoro minorile, alla mensa aziendale, alle 8 ore e così via. L'art.39 della nostra costituzione protegge e istituisce il sindacato, sono stati lungimiranti i nostri padri fondatori che hanno compreso l'importanza della difesa e della tutela del lavoratore e oggi non possiamo permetterci di dimenticare tutto questo e di perderlo. Il modo di fare sindacato è cambiato e continuerà a cambiare, adattandosi alle necessità della società che protegge, proprio perchè ha l'obbligo di essere parte integrante di quella società, proprio perchè è quella società".

Ha chiuso i lavori il Segretario Regionale della Cgil Domenico Falcomatà

“Questa è una delle poche occasioni che ho di incontrarvi tutti, ed è sempre un'onore e un piacere. La Fiom è una categoria fondamentale della Cgil, è il cuore pulsante dal quale il sindacato è nato. La Valle d'Aosta ha bisogno di investimenti nell'industria, comparto che è stato trascurato per troppo tempo, la politica regionale negli anni non ha investito abbastanza e non ha agevolato le aziende nell'investire nella nostra regione. Oggi, con la crisi economica che viviamo, questo settore soffre più degli altri, e il quadro del segretario Monti ne è testimonianza. Abbiamo bisogno di una politica di rilancio che dia risposte alle imprese affinchè ritornino sul nostro territorio ad investire e creare occupazione”.




Articolo del 19/03/2014

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