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Rivalutazione delle pensioni - Ad ottobre l'udienza davanti alla Corte Costituzionale


Si terrà il prossimo 24 ottobre la tanto attesa udienza alla Corte Costituzionale sulla legittimità del Decreto Legge Poletti con il quale il Governo stabilì una restituzione solo parziale della mancata rivalutazione 2012-2013 stabilita dalla Riforma Fornero di fine 2011 e dichiarata illegittima dalla stessa Consulta.

Il decreto Poletti ha previsto un meccanismo di restituzione solo parziale di questa mancata rivalutazione, per chi ha una pensione compresa fra tre e sei volte il minimo, mentre ha confermato il blocco per i trattamenti superiori a questa soglia. I pensionati nell’agosto del 2015 hanno ricevuto una somma una tantum a titolo di rimborso per la mancata rivalutazione degli anni 2012 e 2013, ed è poi stato applicato un conseguente meccanismo di ricalcolo degli assegni 2014 e 2015.

La sentenza della Corte aveva stabilito che il blocco rivalutazione pensioni sopra tre volte il minimo violasse i principi costituzionalmente garantiti di proporzionalità e adeguatezza delle pensioni. In passato, la Consulta aveva invece ritenuto ammissibili altre analoghe misure di blocco pensioni, come quella del 2008 sulla rivalutazione per le pensioni superiori a otto volte il minimo, perché riguardava trattamenti di importo abbastanza elevato da non determinare la violazione del principio di eguaglianza. Il successivo decreto del Governo aveva quindi stabilito il rimborso rivalutazioni, pur parziale, ai pensionati fino a 6 volte il minimo, ritenendo invece di non violare il principio di eguaglianza lasciando inalterato il blocco per i trattamenti di importo più elevato. Sulla legittimità di questo provvedimento è nuovamente chiamata a decidere la Corte

 Il blocco della rivalutazione è subdolo in quanto non interessa solo le annualità in cui è scattato il blocco, cioè gli anni 2012 e 2013, ma si trascina in modo strutturale in tutti gli anni successivi in cui il pensionato percepisce l'assegno. Sino al suo decesso (con effetti residuali anche per i superstiti).

Una sentenza di favore, almeno parziale, dei pensionati appare altamente probabile

L'intervento del 2015 è risultato in palese violazione dell’art. 136 della Costituzione che sancisce il generale principio del giudicato costituzionale in quanto lo stato legislatore:  

  1. ha riproposto il medesimo blocco della rivalutazione delle pensioni per alcune classi di reddito;
  2. non ha fatto recuperare ai pensionati interessati ciò che era stato loro illegittimamente sottratto in forza della norma dichiarata incostituzionale ; 
  3. ha vanificato l’efficacia  della sentenza n. 70/2015 prevedendo solo per pochi pensionati un parzialissimo ristoro della pensione e per altri addirittura nulla.

Articolo del 09/06/2017

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