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Scuola - Il CSPI ha esaminato lo schema di revisione delle classi di concorso


Si è riunito mercoledì 8 febbraio, a Roma, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione di cui fa parte, per la delegazione di parte sindacale, il Segretario della Flc Cgil Valle d'Aosta Katya Foletto, chiamato ad esprimere il parere sul decreto ministeriale di revisione delle classi di concorso.

Alla riunione è intervenuta il Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli che ha riconosciuto l'importante contributo che il CSPI può offrire al lavoro dell'amministrazione scolastica e ha auspicato che gli interventi dell'organo consultivo non si limitino ai pareri obbligatori che è chiamato ad esprimere, ma diventino per il ministero un momento di confronto e un riferimento qualificato su tutte le materie che riguardano l'istruzione.

"In quanto rappresentante di tutte le professionalità presenti nella scuola - ha detto il Ministro - il CSPI può infatti diventare un osservatorio privilegiato delle istanze del mondo della scuola in una fase molto delicata come quella attuale in cui il Governo ha dato inizio all'Iter di approvazione di 8 dei 9 decreti attuativi delle deleghe della legge 107".

Il CSPI ha quindi esaminato lo schema di revisione delle classi di concorso con la predisposizione di un parere, votato a larghissima maggioranza dai consiglieri.

"Il parere - spiega Katya Foletto - ha raccomandato che la revisione e l'aggiornamento delle classi di concorso per l'accesso all'insegnamento tengano contro di diritti acquisiti di tutti i docenti attualmente presenti nelle graduatorie a esaurimento (GAE) e nelle graduatorie di istituto, nel caso in cui i titoli di studio di cui sono in possesso non dovessero più trovare corrispondenza con le classi di concorso del nuovo decreto. Puntando quindi sulla salvaguardia dei diritti del personale docente in possesso dei titoli antecedenti il nuovo decreto al fine di non incorrere in forti penalizzazioni nei confronti di chi deve richiedere passaggi di cattedra e di ruolo. E sulla salvaguardia della mobilità professionale".

Il rischio era che i docenti che avevano acquisito i titoli prima del decreto avrebbero potuto non essere più inseriti nelle graduatorie oppure avrebbero dovuto sostenere un numero importante di ulteriori esami universitari.

"Il Consiglio inoltre - conclude Foletto - ha richiesto la proroga dell'applicazione del decreto e l'emissione di atti normativi deputati alla salvaguardia del personale docente. In Valle d'Aosta abbiamo già vissuto l'esperienza dell'esclusione di alcuni docenti dalle graduatorie dovuta ad una mancanza di chiarezza nella fase transitoria tra il decreto sui titoli di accesso all'insegnamento del 1998 e del 2005, sfociata anche con il lincenziamento.Vogliamo evitare in ogni modo di trovarci in situazioni analoghe in futuro".  

Articolo del 10/02/2017

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